Progetti di RICERCA Industriale (RI) e Sviluppo Sperimentale (SS)

La maggior parte delle invenzioni fallisce non perché il dipartimento R&D non riesce a farle funzionare, ma perché i tempi sono sbagliati. Inventare è molto simile al surf: devi anticipare e cogliere l’onda al momento giusto“.  Raymond Kurzweil

ANOVA studi  offre servizi di ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e dell’ingegneria, nel settore dei servizi professionali basati sulla ricerca di tecnologie e soluzioni dell’Intelligenza Artificiale, anche collegati alle forniture di sistemi informatici “chiavi in mano”.  Offre assistenza tecnico-gestionale per lo sviluppo di progetti di RICERCA Industriale (RI) e  di Sviluppo Sperimentale  (SS) ,  nell’ambito dei Bandi (regionali, nazionali, europei) di Finanza Agevolata.

PON Ricerca e Innovazione 2014-2020

Glossario

  • Ricerca e Sviluppo  R&S (Manuale Frascati  – Cap.2): “La ricerca e lo sviluppo sperimentale (R&S) comprendono lavori creativi e sistematici intrapresi per aumentare il patrimonio delle conoscenze, comprese quelle relative all’umanità, alla cultura e alla società, e per concepire nuove applicazioni delle conoscenze disponibili“.
  • Ricerca Industriale  RI (MIUR):  “Ricerca pianificata, o indagini critiche, miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o per permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti.” Comprende la creazione di componenti di sistemi complessi, in particolare per la validazione di tecnologie generiche (Rif 2006/C 323/01). Necessita di strutture e di accesso a infrastrutture (metrologia, standard, test-facilities di processi e prodotti, grandi strumenti per analisi avanzate di processi).
  • Ricerca Industriale   SS (MIUR): “Acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può riguardare anche altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi. Può comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale (Rif 2006/C 323/01).
  • Innovazione  (MIUR): “Processo che consente di combinare la conoscenza e la tecnologia con lo sfruttamento delle opportunità offerte dal mercato, finalizzato a prodotti, servizi e processi commerciali nuovi e/o più avanzati rispetto a quelli già disponibili sul mercato“. L’adozione di processi innovativi comporta un certo grado di rischio (Rif. COM (2005) 436 definitivo).
  • Innovazione  di Processo  (MIUR): “Applicazione di un metodo di produzione o di distribuzione nuovo o sensibilmente migliorato” (include cambiamenti significativi nelle tecniche di produzione, nelle attrezzature e/o nel software). Non costituiscono innovazione i cambiamenti o miglioramenti minori, l’aumento della capacità produttiva o di servizio attraverso l’aggiunta di sistemi di fabbricazione o di sistemi logistici simili a quelli già in uso, la cessazione dell’utilizzazione di un processo, la sostituzione o estensione
    dell’impianto, i cambiamenti derivanti da modifiche di prezzo dei fattori produttivi, la produzione personalizzata, le modifiche stagionali o altri cambiamenti ciclici, la commercializzazione di prodotti nuovi o sensibilmente migliorati (Rif 2006/C 323/01).
  • Innovazione  Organizzativa  (MIUR): “Applicazione di un nuovo metodo organizzativo nelle pratiche commerciali, nell’organizzazione del luogo di lavoro o nelle relazioni esterne dell’impresa”. Non costituiscono innovazione i cambiamenti nell’organizzazione del luogo di lavoro, nelle relazioni esterne che si basano su metodi organizzativi già utilizzati nelle imprese, i cambiamenti nelle pratiche commerciali, le fusioni e le acquisizioni, la cessazione dell’utilizzazione di un processo, la sostituzione o estensione dell’impianto, i cambiamenti derivanti da variazioni del prezzo dei fattori di produzione, la produzione personalizzata, le modifiche stagionali, i cambiamenti ciclici e la produzione di prodottinuovi o sensibilmente migliorati (Rif 2006/C 323/01).
  • Invenzione  (MIUR): “Soluzione originale di un problema tecnico, che implica un trovato scientifico e che può avere applicazione industriale”. Può riguardare un prodotto o un processo. Non sono considerate invenzioni:
    • le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici;
    • i piani, i principi e i metodi di attività intellettuali, che riguardano gioco o attività commerciale, inclusi i programmi di elaboratori;
    • le presentazioni di informazioni.
      Inoltre, non sono considerati invenzioni i metodi per il trattamento chirurgico o terapeutico del corpo umano o animale e i metodi di diagnosi applicati al corpo umano o animale. La protezione legale di un’invenzione si ottiene con il brevetto (Rif. Decreto Legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, Sezione IV Art. 45).
  • Scoperta  (MIUR): “Apprendimento non pianificato di alta rilevanza scientifica o economica, prodotto talvolta nel quadro di attività di ricerca con fini diversi“.
  • Tecnologie Abilitanti  (MIUR):  “Le tecnologie abilitanti, dette anche tecnologie orizzontali o General Purpose Technologies (GPT), sono tecnologie per le quali i vantaggi legati alla loro diffusione si rendono pienamente evidenti in presenza di innovazioni organizzative ed istituzionali complementari. Sono trasversali a progetti di ricerca e alle discipline scientifiche specialistiche. Le tecnologie abilitanti si diffondono più rapidamente dei cambiamenti organizzativi e istituzionali necessari a creare le opportunità di sviluppo di
    grandi innovazioni infrastrutturali.
  • Le tecnologie abilitanti o KET (dall’inglese Key Enabling Technologies) sono ritenute fondamentali per la crescita e l’occupazione, poiché sviluppano soluzioni o miglioramenti tecnologici attraverso esperienze di ricerca capaci di rivitalizzare il sistema produttivo. Secondo la definizione data dalla Commissione Europea le tecnologie abilitanti sono tecnologie “ad alta intensità di conoscenza e associate a elevata intensità di R&S, a cicli di innovazione rapidi, a consistenti spese di investimento e a posti di lavoro altamente qualificati”. In quanto tali hanno rilevanza sistemica perché alimentano il valore della catena del sistema produttivo e hanno la capacità di innovare i processi, i prodotti e i servizi in tutti i settori economici dell’attività umana. Un prodotto basato su una tecnologia abilitante, inoltre, utilizza tecnologie di fabbricazione avanzate e accresce il valore commerciale e sociale di un bene o di un servizio. Il programma Horizon 2020, sottolineando il ruolo di leadership dell’Unione Europea e in considerazione dell’alto livello di innovazione che le tecnologie abilitanti permettono di ottenere, sostiene e rafforza l’impegno per le KET individuando sei categorie principali (tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione e trasformazione avanzate). Alla luce di ciò il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con l’obiettivo di aumentare la competitività del sistema industriale nazionale, e in linea con il Programma “Industria 2015” del Ministero dello Sviluppo Economico, è impegnato nel finanziamento di interventi che puntino allo sviluppo e all’utilizzo di tali tecnologie.
    • Advanced Manufactoring Solutions (robot collaborativi)
    • Additive Manufacturing (stampanti 3D e software di sviluppo)
    • Augumented Realiti AR (Realtà Aumentata)
    • Simulation (tra macchine interconnesse)
    • Horizontal/Vertical Integration (Informazioni, catena del valore)
    • IIoT/Industrial Internet (comunicazione multidirezionale tra processi/prodotti)
    • Cloud (gestione elevata quantità di dati)
    • Cyber-Security (sicurezza in rete)
    • Big Data & Analytics (di ampie base dati)
  • Intelligenza Artificiale per le PMI (Confindustria Digitale): Nel mondo attuale vi è una grande disponibilità di dati di facile accesso ma spesso di difficile interpretazione. Il crescente volume di dati disponibili ha assunto un ruolo di fondamentale importanza: spesso, infatti, non è la carenza di dati bensì la sua sovrabbondanza a creare problemi interpretativi. Dinanzi alle vicende del mondo, a tutti è noto che la principale caratteristica della mente è quella di guardare al di là delle informazioni fornite. La persona che le riceve non registra passivamente gli eventi e le informazioni , è piuttosto una che interpreta attivamente, che risolve ambiguità, suppone eventi e crea inferenze sulle associazioni e le relazioni occasionali. L’inferenza permette di interpretare e dà senso al mondo circostante. Quindi, la chiave di volta è formalizzare e sintetizzare le conoscenze, e ciò risulta maggiormente possibile attraverso l’utilizzo di strumenti appartenenti all’Ingegneria della Conoscenza. Come si è detto, è la Conoscenza è la chiave più importante della concorrenza nel mercato a livello mondiale. L’abbondanza di dati fa crescere a dismisura le nozioni metodologiche e tecnologiche che un analista deve avere a disposizione per poter svolgere in modo proficuo il proprio lavoro. L’analisi è un processo che impiega metodi scientifici e non, mescolando intuizione ed esperienza, modelli matematici e simulazioni al computer, buon senso e metodologia formale. Il ruolo di analista sta diventando sempre più complesso e specializzato. Le competenze di un buon analista vanno dalle basi del metodo scientifico alle diverse metodologie formali, senza assolutamente trascurare un buon background tecnologico che consenta una buona comprensione delle problematiche e delle applicazioni. La crescente quantità di dati grezzi a disposizioni rende l’analista sempre più indispensabile al livello decisionale. Infatti, avendo a disposizione una grande quantità di dati, è di primaria importanza che questa miniera di dati vengano trasformati in informazioni e quindi, classificati e sintetizzati. L’analista è dunque la figura che si occupa di trasformare i dati grezzi in materiale adatto a essere compreso e utilizzato; l’analista si occupa di organizzare, verificare e rendere facilmente comprensibile l’informazione. Queste informazioni costituiscono la Conoscenza, per cui la valorizzazione delle informazioni può aiutare a risolvere problemi di diversa natura.
  • Livelli di prontezza tecnologica  TRL (Technology Readiness Levels)
  • I-Criteri-Identificativi-delle-MPMI   (micro, piccole, medie imprese))

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