Competenze Interdisciplinari Aziendali

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Per competenze digitali si intende l’abilità e l’esperienza pratica per saper utilizzare le tecnologie dell’informazione, per lavorare e per comunicare con gli altri. L’Unione Europea ha cercato di darne una definizione standard descrivendole come “abilità di base nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione: l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet”. Tradotto: saper accendere il computer e utilizzarlo per creare un documento, usare il programma di email, andare su Internet e fare una ricerca su Google; saper confrontare risultati, saper scaricare e inviare un documento; saper usare social network, ma anche altri strumenti collaborativi, ad esempio condividere e lavorare un documento su Google Drive.

U2B

Tipologia  base di Competenze Interdisciplinari Aziendali

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Secondo quando emerso nel corso del World Economic Forum, nelle aziende stanno diventando sempre più rilevanti tre nuove skills, che determinano la capacità delle persone di imparare:

Le imprese stanno evolvendo e devono saper integrare nuove competenze nelle loro organizzazioni per sostenere nuovi modelli di business.

Risulta necessario passare da una logica in cui i manager sono semplici esecutori di task ad una logica in cui il manager è un innovator, uno sviluppatore di quella attività di business development che storicamente è stata segmentata all’interno della ricerca e sviluppo e che oggi diventa un aspetto sempre più trasversale. Sviluppare la capacità critica tramite
l’esperienza professionale, dove competenze come il coding sono imprescindibili.

Il futuro sarà quindi delle imprese guidate da una leadership nuova, aperta agli errori, irriverente, resiliente, che ispira gli altri, diffusa e costantemente orientata all’innovazione e al cambiamento. Studi empirici confermano che logica e matematica sono utili a risolvere più problemi di quanto ci accorgiamo.

La perdita dei posti di lavoro del recente passato è stata causata soprattutto dalla mancanza di innovazione tecnologica, nonché dall’insufficiente o mancato investimento  sulle competenze necessarie per cavalcare l’onda tecnologica.

L’innovazione dipende dalla generazione di conoscenza ed è facilitata dal libero accesso all’informazione, che è prevalentemente online. Le imprese non possono funzionare senza lavoratori in grado di saper navigare in questo profondo mare di informazioni, che sappiano organizzare e trasformare in conoscenze specifiche e appropriate all’obiettivo prefissato.
Le aziende necessitano di nuove figure professionali difficili da trovare, perché la velocità con cui la tecnologia evolve è difficilmente compatibile con il ricambio generazionale e con le attuali risorse che l’istruzione possiede.

Si prefigurano tre punti di forza sui quali occorre prestare particolare attenzione, in relazione allo sviluppo di mestieri emergenti:

  1. Conoscenza: un valore che necessita di persone che investano in una educazione sempre più specialistica e un approccio interdisciplinare..
  2. Empatia: nasce dalla sensibilità umana, ma si sviluppa nell’innovazione sociale, in uno scenario attento alla ricerca del benessere sia economico che relazionale.
  3. Adattabilità: capacità strettamente collegata con il concetto di human capital gain; il lavoro, oltre ai soldi, produce valore culturale.

LAVORI DEL FUTURO

    • Community manager
    • Web analyst
    • Web designer
    • Cloud architect
    • App developer
    • Social care expert
    • Cyber security expert
    • Social media analyst
    • Data scientist
    • IoT engineer
    • Technology innovation manager

COMPETENZE RICHIESTE

    • Prendere decisioni in modo rapido
    • Intelligenza emotiva
    • Ragionamento analitico
    • Pensiero critico
    • Capacità relazionale
    • Capacità di risoluzione problemi complessi
    • Apertura mentale
    • Creatività
    • Capacità di collaborazione
    • Gestione delle risorse
    • Capacità persuasive e di ascolto

 

Modello “4QUAD©” dello Sviluppo Strategico del Business

 

 

Gestione Interdisciplinare dell’Innovazione

L’innovazione è ciò che distingue un leader da un follower (Steve Jobs )

La gestione dell’innovazione (o in inglese: innovation management) è la gestione dei processi di innovazione dal punto di vista del prodotto e dell’organizzazione. La gestione dell’innovazione prevede un insieme di strumenti che permettano ai manager e agli ingegneri di cooperare per una comprensione dei processi e degli obiettivi in comune. Tale gestione permette all’organizzazione di rispondere ad opportunità esterne o interne, e di usare la propria creatività per introdurre nuove idee, processi o prodotti[1]; non è relegata “solo” all’area di “Ricerca e sviluppo“, ma coinvolge i dipendenti ad ogni livello nella contribuzione creativa allo sviluppo del prodotto della società, nella produzione e nel marketing.

L’Innovation Manager è colui che conduce la ricerca in azienda trasformandola in opportunità strategica di business per il futuro”.

ANOVA studi  offre servizi di consulenza interdisciplinare,  dalla pianificazione alla gestione interdisciplinare dei processi di innovazione, nel paradigma di  Industria 4.0 e dell’Open Innovation.

La gestione dell’innovazione  riguarda tutte le fasi del processo di innovazione: dalla analisi del mercato per individuare bisogni espliciti o latenti, alla fase creativa di generazione e selezione delle idee, dalla fase di sviluppo prodotto e dell’organizzazione, a quella di validazione, dalla industrializzazione al lancio dell’innovazione sul mercato, dalla commercializzazione e sviluppo delle eventuali varianti o nuove versioni al ritiro stesso dal mercato. La gestione dell’innovazione comprende,  un sistema di processi, di tecniche e strumenti, che consentono ai manager, creativi, ingegneri e commerciali di collaborare con una comune comprensione dei processi e degli obiettivi per introdurre innovazioni sul mercato al fine di creare valore per gli stakeholder.

Ad oggi sono oltre 30 gli standard sviluppati in 10 diverse nazioni tra cui spiccano la serie sovranazionale di Specifiche Tecniche europee CEN TS 16555 sull’Innovation Management.

La gestione dell’innovazione prevede un insieme di strumenti che permettano ai manager e agli ingegneri di cooperare per una comprensione dei processi e degli obiettivi in comune.  Tra gli strumenti a disposizione vi sono in generale:

Tipologie Metodologie e strumenti
Strumenti di Gestione della Conoscenza Knowledge auditKnowledge mapping (mappatura della conoscenza), gestione della documentazione, IPR Management
Tecniche di Market Intelligence Ricerca e visione della tecnologia, analisi dei brevettiBusiness IntelligenceCRM, Geo-Marketing
Strumenti di Rete e Cooperazione GroupwareTeambuildingSupply Chain Management, Industrial Clustering
Tecniche di gestione delle risorse umane TelelavoroIntranet aziendale, assunzione via internet, e-learningCompetence management
Approccio di gestione dell’interfaccia Ricerca e sviluppo – Marketing Interface Management, Concurrent Engineering
Tecniche di sviluppo della creatività Brainstormingpensiero lateraleTRIZ, metodo Scamper, mappe mentali
Tecniche di miglioramento del processo BenchmarkingWorkflowBusiness Process Re-engineeringJust-in-Time
Tecniche di gestione di progetti d’innovazione Project ManagementProject appraisalProject Portfolio Management
Strumenti di progettazione e sviluppo del prodotto Sistemi CADprototipazione rapida, approcci di usabilitàQuality Function Deployment, analisi del valore
Strumenti per la creazione d’affari Business simulationBusiness plan, Spin-off da ricerca di mercato

 

Piano di Innovazione Digitale dell’Impresa

  1. Indicazioni generali per la redazione del Piano di Innovazione Digitale 
  2. Schema di Piano di Innovazione Digitale

 

 

Skill Interdisciplinare

Agilità Mentale & Approccio Interdisciplinare  per gli operatori della R&S e dell’Innovazione nelle MPMI

Parafrasando la famosa frase di Mark TwainLa vita sarebbe infinitamente più felice se nascessimo a 80 anni e gradualmente ci avvicinassimo ai 18” – si potrebbe dire che: avremmo molti più vantaggi profittevoli se potessimo operare da subito con l’esperienza lavorativa che ci ritroveremo poi, ad una certa età, quando però questa non servirebbe più a molto….

Esistono strumenti mentali (es. KWI  – Knowledge Working Interdisciplinare)  che rappresentano una sfida per poter controvertere l’utopia di Mark Twain, fornendo la possibilità di anticipare ad “oggi” la “Conoscenza e il Know-How” di “poi”, con gli indubbi e innumerevoli vantaggi e profitti che ne deriverebbero.

ANOVA studi  offre servizi di  Formazione di Skill Interdisciplinari (Business Interdisciplinary Skills) nell’ambito delle nuove figure professionali e manageriali  richieste dalle imprese della Nuova Rivoluzione Industriale (NPR).

Algoritmi di Comunicazione Proattiva e Apprendimento Interdisciplinare
COMUNICAZIONE INTERDISCIPLINARE
COMUNICAZIONE INTERDISCIPLINARE – Algoritmi di Comunicazione ProAttiva e Apprendimento Interdisciplinare

Breve trailer del libro di Giovanni Mappa, ingegnere, esperto internazionalmente riconosciuto di problemi legati alla gestione aziendale, all’innovazione, alla comunicazione. Si mette in luce l’interdisciplinarità che contraddistingue la nostra epoca, dalla quale non può prescindere chi fa del comunicare l’essenza del proprio lavoro: manager, giornalisti, politici, commentatori, ecc… Un libro da leggere, meditare, studiare. (Mnamon, 12/2018)

frontINTERDISCIPLINARY  THINKING by Knowledge Synthesis (ITKS) Il libro intende dare una risposta alle seguenti domande:

  • E’ possibile potenziare la propria professionalità per capire ed adeguarsi al crescente livello di competitività?
  • E’ possibile potenziare la propria capacità di elaborare e sintetizzare l’enorme volume di dati e informazioni, con le quali dobbiamo confrontarci ogni giorno?
  • E’ possibile sviluppare, in uno scenario di complessità lavorativa, il “buonsenso” nella presa di decisione e la capacità di creare nuovo “valore”?
  • E’ possibile fare tutto ciò in un tempo sostenibile (mesi e non anni)?

La soluzione proposta in questi libro di appunti è l’apprendimento del “ragionamento interdisciplinare”  (Interdisciplinary Thinking) e la metodologia proposta, nelle sue linee essenziali, si basa sul concetto dell’esistenza una struttura comune e ricorrente della conoscenza (Knowledge’s Common Frame) che, con le sue proprietà e dinamiche evolutive, rappresenta la “chiave di volta” del nuovo approccio.

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Progetti di RICERCA Industriale (RI) e Sviluppo Sperimentale (SS)

La maggior parte delle invenzioni fallisce non perché il dipartimento R&D non riesce a farle funzionare, ma perché i tempi sono sbagliati. Inventare è molto simile al surf: devi anticipare e cogliere l’onda al momento giusto“.  Raymond Kurzweil

ANOVA studi  offre servizi di ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e dell’ingegneria, nel settore dei servizi professionali basati sulla ricerca di tecnologie e soluzioni dell’Intelligenza Artificiale, anche collegati alle forniture di sistemi informatici “chiavi in mano”.  Offre assistenza tecnico-gestionale per lo sviluppo di progetti di RICERCA Industriale (RI) e  di Sviluppo Sperimentale  (SS) ,  nell’ambito dei Bandi (regionali, nazionali, europei) di Finanza Agevolata.

PON Ricerca e Innovazione 2014-2020

Glossario

  • Ricerca e Sviluppo  R&S (Manuale Frascati  – Cap.2): “La ricerca e lo sviluppo sperimentale (R&S) comprendono lavori creativi e sistematici intrapresi per aumentare il patrimonio delle conoscenze, comprese quelle relative all’umanità, alla cultura e alla società, e per concepire nuove applicazioni delle conoscenze disponibili“.
  • Ricerca Industriale  RI (MIUR):  “Ricerca pianificata, o indagini critiche, miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o per permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti.” Comprende la creazione di componenti di sistemi complessi, in particolare per la validazione di tecnologie generiche (Rif 2006/C 323/01). Necessita di strutture e di accesso a infrastrutture (metrologia, standard, test-facilities di processi e prodotti, grandi strumenti per analisi avanzate di processi).
  • Ricerca Industriale   SS (MIUR): “Acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può riguardare anche altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi. Può comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale (Rif 2006/C 323/01).
  • Innovazione  (MIUR): “Processo che consente di combinare la conoscenza e la tecnologia con lo sfruttamento delle opportunità offerte dal mercato, finalizzato a prodotti, servizi e processi commerciali nuovi e/o più avanzati rispetto a quelli già disponibili sul mercato“. L’adozione di processi innovativi comporta un certo grado di rischio (Rif. COM (2005) 436 definitivo).
  • Innovazione  di Processo  (MIUR): “Applicazione di un metodo di produzione o di distribuzione nuovo o sensibilmente migliorato” (include cambiamenti significativi nelle tecniche di produzione, nelle attrezzature e/o nel software). Non costituiscono innovazione i cambiamenti o miglioramenti minori, l’aumento della capacità produttiva o di servizio attraverso l’aggiunta di sistemi di fabbricazione o di sistemi logistici simili a quelli già in uso, la cessazione dell’utilizzazione di un processo, la sostituzione o estensione
    dell’impianto, i cambiamenti derivanti da modifiche di prezzo dei fattori produttivi, la produzione personalizzata, le modifiche stagionali o altri cambiamenti ciclici, la commercializzazione di prodotti nuovi o sensibilmente migliorati (Rif 2006/C 323/01).
  • Innovazione  Organizzativa  (MIUR): “Applicazione di un nuovo metodo organizzativo nelle pratiche commerciali, nell’organizzazione del luogo di lavoro o nelle relazioni esterne dell’impresa”. Non costituiscono innovazione i cambiamenti nell’organizzazione del luogo di lavoro, nelle relazioni esterne che si basano su metodi organizzativi già utilizzati nelle imprese, i cambiamenti nelle pratiche commerciali, le fusioni e le acquisizioni, la cessazione dell’utilizzazione di un processo, la sostituzione o estensione dell’impianto, i cambiamenti derivanti da variazioni del prezzo dei fattori di produzione, la produzione personalizzata, le modifiche stagionali, i cambiamenti ciclici e la produzione di prodottinuovi o sensibilmente migliorati (Rif 2006/C 323/01).
  • Invenzione  (MIUR): “Soluzione originale di un problema tecnico, che implica un trovato scientifico e che può avere applicazione industriale”. Può riguardare un prodotto o un processo. Non sono considerate invenzioni:
    • le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici;
    • i piani, i principi e i metodi di attività intellettuali, che riguardano gioco o attività commerciale, inclusi i programmi di elaboratori;
    • le presentazioni di informazioni.
      Inoltre, non sono considerati invenzioni i metodi per il trattamento chirurgico o terapeutico del corpo umano o animale e i metodi di diagnosi applicati al corpo umano o animale. La protezione legale di un’invenzione si ottiene con il brevetto (Rif. Decreto Legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, Sezione IV Art. 45).
  • Scoperta  (MIUR): “Apprendimento non pianificato di alta rilevanza scientifica o economica, prodotto talvolta nel quadro di attività di ricerca con fini diversi“.
  • Tecnologie Abilitanti  (MIUR):  “Le tecnologie abilitanti, dette anche tecnologie orizzontali o General Purpose Technologies (GPT), sono tecnologie per le quali i vantaggi legati alla loro diffusione si rendono pienamente evidenti in presenza di innovazioni organizzative ed istituzionali complementari. Sono trasversali a progetti di ricerca e alle discipline scientifiche specialistiche. Le tecnologie abilitanti si diffondono più rapidamente dei cambiamenti organizzativi e istituzionali necessari a creare le opportunità di sviluppo di
    grandi innovazioni infrastrutturali.
  • Le tecnologie abilitanti o KET (dall’inglese Key Enabling Technologies) sono ritenute fondamentali per la crescita e l’occupazione, poiché sviluppano soluzioni o miglioramenti tecnologici attraverso esperienze di ricerca capaci di rivitalizzare il sistema produttivo. Secondo la definizione data dalla Commissione Europea le tecnologie abilitanti sono tecnologie “ad alta intensità di conoscenza e associate a elevata intensità di R&S, a cicli di innovazione rapidi, a consistenti spese di investimento e a posti di lavoro altamente qualificati”. In quanto tali hanno rilevanza sistemica perché alimentano il valore della catena del sistema produttivo e hanno la capacità di innovare i processi, i prodotti e i servizi in tutti i settori economici dell’attività umana. Un prodotto basato su una tecnologia abilitante, inoltre, utilizza tecnologie di fabbricazione avanzate e accresce il valore commerciale e sociale di un bene o di un servizio. Il programma Horizon 2020, sottolineando il ruolo di leadership dell’Unione Europea e in considerazione dell’alto livello di innovazione che le tecnologie abilitanti permettono di ottenere, sostiene e rafforza l’impegno per le KET individuando sei categorie principali (tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione e trasformazione avanzate). Alla luce di ciò il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con l’obiettivo di aumentare la competitività del sistema industriale nazionale, e in linea con il Programma “Industria 2015” del Ministero dello Sviluppo Economico, è impegnato nel finanziamento di interventi che puntino allo sviluppo e all’utilizzo di tali tecnologie.
    • Advanced Manufactoring Solutions (robot collaborativi)
    • Additive Manufacturing (stampanti 3D e software di sviluppo)
    • Augumented Realiti AR (Realtà Aumentata)
    • Simulation (tra macchine interconnesse)
    • Horizontal/Vertical Integration (Informazioni, catena del valore)
    • IIoT/Industrial Internet (comunicazione multidirezionale tra processi/prodotti)
    • Cloud (gestione elevata quantità di dati)
    • Cyber-Security (sicurezza in rete)
    • Big Data & Analytics (di ampie base dati)
  • Intelligenza Artificiale per le PMI (Confindustria Digitale): Nel mondo attuale vi è una grande disponibilità di dati di facile accesso ma spesso di difficile interpretazione. Il crescente volume di dati disponibili ha assunto un ruolo di fondamentale importanza: spesso, infatti, non è la carenza di dati bensì la sua sovrabbondanza a creare problemi interpretativi. Dinanzi alle vicende del mondo, a tutti è noto che la principale caratteristica della mente è quella di guardare al di là delle informazioni fornite. La persona che le riceve non registra passivamente gli eventi e le informazioni , è piuttosto una che interpreta attivamente, che risolve ambiguità, suppone eventi e crea inferenze sulle associazioni e le relazioni occasionali. L’inferenza permette di interpretare e dà senso al mondo circostante. Quindi, la chiave di volta è formalizzare e sintetizzare le conoscenze, e ciò risulta maggiormente possibile attraverso l’utilizzo di strumenti appartenenti all’Ingegneria della Conoscenza. Come si è detto, è la Conoscenza è la chiave più importante della concorrenza nel mercato a livello mondiale. L’abbondanza di dati fa crescere a dismisura le nozioni metodologiche e tecnologiche che un analista deve avere a disposizione per poter svolgere in modo proficuo il proprio lavoro. L’analisi è un processo che impiega metodi scientifici e non, mescolando intuizione ed esperienza, modelli matematici e simulazioni al computer, buon senso e metodologia formale. Il ruolo di analista sta diventando sempre più complesso e specializzato. Le competenze di un buon analista vanno dalle basi del metodo scientifico alle diverse metodologie formali, senza assolutamente trascurare un buon background tecnologico che consenta una buona comprensione delle problematiche e delle applicazioni. La crescente quantità di dati grezzi a disposizioni rende l’analista sempre più indispensabile al livello decisionale. Infatti, avendo a disposizione una grande quantità di dati, è di primaria importanza che questa miniera di dati vengano trasformati in informazioni e quindi, classificati e sintetizzati. L’analista è dunque la figura che si occupa di trasformare i dati grezzi in materiale adatto a essere compreso e utilizzato; l’analista si occupa di organizzare, verificare e rendere facilmente comprensibile l’informazione. Queste informazioni costituiscono la Conoscenza, per cui la valorizzazione delle informazioni può aiutare a risolvere problemi di diversa natura.
  • Livelli di prontezza tecnologica  TRL (Technology Readiness Levels)
  • I-Criteri-Identificativi-delle-MPMI   (micro, piccole, medie imprese))

Approccio Interdisciplinare ed Agilità Mentale

Interdisciplinarità

Il concetto di  “interdisciplinarità” esprime naturalmente e semplicemente la “realtà” come “punto di incontro” di differenti punti di  osservazione (disciplinari). In particolare, le discipline tecnico-scientifiche (fisica, matematica, geometria, ecc.) sono state create artificiosamente (come “complesso specifico di conoscenze avente caratteristiche proprie sul piano dei concetti, dei meccanismi, dei metodi, dei linguaggi”) dall’uomo per facilitarne l’insegnamento e l’apprendimento.

La scienza è una creazione dell’intelletto umano, con le sue libere invenzioni di idee e di concetti. Le teorie fisiche tentano di costruire una rappresentazione della realtà e di determinare i legami con il vasto mondo delle impressioni sensibili” (A. Einstein).

È evidente, però, che la “realtà” oggi, in piena  4° rivoluzione industriale,  è molto diversa dalla quella rappresentata nel passato. Sono pertanto notevolmente aumentati i punti di vista disciplinari che hanno studiato i molteplici aspetti della realtà in maniera sempre più analitica (sono nate nuove discipline e si sono scoperte interrelazioni, un tempo impensabili, tra discipline molto lontane tra di loro). Nella ricerca scientifica, però, accanto alla sempre più accentuata diffusione dei settori specialistici, è emersa contemporaneamente l’esigenza di comunicare e di integrare i diversi campi del sapere al fine di avere una visione unitaria e comprensiva dei problemi analizzati dai molteplici punti di vista specialistici. Il “sapere” contemporaneo si presenta fortemente specializzato e la specializzazione ha rappresentato e rappresenta tuttora la condizione indispensabile per far progredire in ogni campo la conoscenza umana.

Si è cominciata a sentire, cioè, l’esigenza di ricomporre la totalità delle conoscenze analitiche e di riconquistare nella interdisciplinarità quell’unitarietà del sapere che è l’unica forma capace di soddisfare l’esigenza di comprensione della realtà nella sua totalità. 

(da “Interdisciplinarità: convergenza dei saperi sull’uomo e per l’uomo”  di Anna Maria Barone)

La interdisciplinarità (interdisciplinary) descrive quindi, l’interazione tra due o più discipline differenti. Questa interazione può variare da semplice comunicazione di idee a integrazione reciproca di concetti organizzatori, metodologie, procedure, epistemologie, terminologie, dati che guidano verso un’organizzazione della ricerca e dell’educazione in un campo abbastanza esteso

Approccio Interdisciplinare

Il contributo di una o più discipline allo studio di un problema o di un oggetto si può posizionare in continuità con il grado di interazione o fusione di queste discipline, dalla “mono-disciplinarità” alla “trans-disciplinarità  (Bernard Terrisse, 1997)

L’approccio interdisciplinare richiede una capacità di sintesi unificate tra punti di vista differenti rispetto un medesimo argomento o problema.

A questo proposito, si tratta di acquisire uno specifico “skill” che consenta, ascoltando i diversi interlocutori “disciplinari”,  di coglierne i diversi aspetti unificanti, estrapolandoli dal particolare tipo di linguaggio (glossario) utilizzato da ciascuno: “Valorizzare ciò che unisce e minimizzare ciò che divide”.

Il primo problema è il “linguaggio comune” per comprendere e farsi comprendere”. Ad es.: “un matematico, un biologo e un fisico sono seduti in un bar di strada a guardare le persone che entrano e escono da una casa dall’altra parte della strada”. Per prima cosa vedono entrare due persone in casa. Il tempo passa. Dopo un po’ notano che escono tre persone. Il fisico dice: “La misurazione non era accurata”. Il biologo dice: “Si sono riprodotti“. Il matematico dice: “Se ora una singola persona entra nella casa, allora  questa sarà di nuovo vuota“.  Ogni disciplina ha il suo gergo, che può portare a fraintendimenti, anche quando le persone parlano effettivamente della stessa cosa. Inoltre, sempre più spesso ci si trova ad affrontare anche il divario generazionale rispetto a coetanei tradizionalmente formati.

Il secondo problema è l’“apprendimento interdisciplinare  come risultato di un processo mirato allo sviluppo di una Conoscenza Interdisciplinare, in grado di sostenere la comprensione delle diverse possibili situazioni comunicative complesse o multidisciplinari.  Non si tratta di diventare “tuttologi”, ma di utilizzare un percorso di apprendimento basato su utilizzo di modelli di sintesi concettuali trasversali e analogie ispirate ad es. alle Scienze naturali, ovvero alla Biomimetica (trasferimento di processi dal mondo naturale a quello artificiale mimando” i meccanismi che governano la natura: l’uomo può infatti trovare la soluzione ad innumerevoli problemi), in grado di fornire un supporto alla condivisione di concetti e valori.

“Agilità Mentale” come risultato dell’Approccio Interdisciplinare

L’agilità mentale semplifica la vita. Come si vede che c’è l’agilità mentale? Ci sono molte abilità che la rivelano:

    • saper assumere la visione dalla prospettiva di altre persone
    • sognare tante nuove possibilità
    • riuscire a trovare nuovi stratagemmi
    • saper rispondere prontamente e velocemente
    • riuscire a intravedere le opportunità
    • saper far fronte all’imprevisto
    • saper uscire dalla propria mappa mentale, magari evitando di fermarsi alla conclusione sbagliata o di restare intrappolati nelle logiche di causa-effetto

Un esercizio per allenare l'agilità mentale

Il cervello: se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare”  (Rita Levi Montalcini)