Competenze Interdisciplinari Aziendali

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Per competenze digitali si intende l’abilità e l’esperienza pratica per saper utilizzare le tecnologie dell’informazione, per lavorare e per comunicare con gli altri. L’Unione Europea ha cercato di darne una definizione standard descrivendole come “abilità di base nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione: l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet”. Tradotto: saper accendere il computer e utilizzarlo per creare un documento, usare il programma di email, andare su Internet e fare una ricerca su Google; saper confrontare risultati, saper scaricare e inviare un documento; saper usare social network, ma anche altri strumenti collaborativi, ad esempio condividere e lavorare un documento su Google Drive.

U2B

Tipologia  base di Competenze Interdisciplinari Aziendali

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Secondo quando emerso nel corso del World Economic Forum, nelle aziende stanno diventando sempre più rilevanti tre nuove skills, che determinano la capacità delle persone di imparare:

Le imprese stanno evolvendo e devono saper integrare nuove competenze nelle loro organizzazioni per sostenere nuovi modelli di business.

Risulta necessario passare da una logica in cui i manager sono semplici esecutori di task ad una logica in cui il manager è un innovator, uno sviluppatore di quella attività di business development che storicamente è stata segmentata all’interno della ricerca e sviluppo e che oggi diventa un aspetto sempre più trasversale. Sviluppare la capacità critica tramite
l’esperienza professionale, dove competenze come il coding sono imprescindibili.

Il futuro sarà quindi delle imprese guidate da una leadership nuova, aperta agli errori, irriverente, resiliente, che ispira gli altri, diffusa e costantemente orientata all’innovazione e al cambiamento. Studi empirici confermano che logica e matematica sono utili a risolvere più problemi di quanto ci accorgiamo.

La perdita dei posti di lavoro del recente passato è stata causata soprattutto dalla mancanza di innovazione tecnologica, nonché dall’insufficiente o mancato investimento  sulle competenze necessarie per cavalcare l’onda tecnologica.

L’innovazione dipende dalla generazione di conoscenza ed è facilitata dal libero accesso all’informazione, che è prevalentemente online. Le imprese non possono funzionare senza lavoratori in grado di saper navigare in questo profondo mare di informazioni, che sappiano organizzare e trasformare in conoscenze specifiche e appropriate all’obiettivo prefissato.
Le aziende necessitano di nuove figure professionali difficili da trovare, perché la velocità con cui la tecnologia evolve è difficilmente compatibile con il ricambio generazionale e con le attuali risorse che l’istruzione possiede.

Si prefigurano tre punti di forza sui quali occorre prestare particolare attenzione, in relazione allo sviluppo di mestieri emergenti:

  1. Conoscenza: un valore che necessita di persone che investano in una educazione sempre più specialistica e un approccio interdisciplinare..
  2. Empatia: nasce dalla sensibilità umana, ma si sviluppa nell’innovazione sociale, in uno scenario attento alla ricerca del benessere sia economico che relazionale.
  3. Adattabilità: capacità strettamente collegata con il concetto di human capital gain; il lavoro, oltre ai soldi, produce valore culturale.

LAVORI DEL FUTURO

    • Community manager
    • Web analyst
    • Web designer
    • Cloud architect
    • App developer
    • Social care expert
    • Cyber security expert
    • Social media analyst
    • Data scientist
    • IoT engineer
    • Technology innovation manager

COMPETENZE RICHIESTE

    • Prendere decisioni in modo rapido
    • Intelligenza emotiva
    • Ragionamento analitico
    • Pensiero critico
    • Capacità relazionale
    • Capacità di risoluzione problemi complessi
    • Apertura mentale
    • Creatività
    • Capacità di collaborazione
    • Gestione delle risorse
    • Capacità persuasive e di ascolto

 

Modello “4QUAD©” dello Sviluppo Strategico del Business

 

 

Gestione Interdisciplinare dell’Innovazione

L’innovazione è ciò che distingue un leader da un follower (Steve Jobs )

La gestione dell’innovazione (o in inglese: innovation management) è la gestione dei processi di innovazione dal punto di vista del prodotto e dell’organizzazione. La gestione dell’innovazione prevede un insieme di strumenti che permettano ai manager e agli ingegneri di cooperare per una comprensione dei processi e degli obiettivi in comune. Tale gestione permette all’organizzazione di rispondere ad opportunità esterne o interne, e di usare la propria creatività per introdurre nuove idee, processi o prodotti[1]; non è relegata “solo” all’area di “Ricerca e sviluppo“, ma coinvolge i dipendenti ad ogni livello nella contribuzione creativa allo sviluppo del prodotto della società, nella produzione e nel marketing.

L’Innovation Manager è colui che conduce la ricerca in azienda trasformandola in opportunità strategica di business per il futuro”.

ANOVA studi  offre servizi di consulenza interdisciplinare,  dalla pianificazione alla gestione interdisciplinare dei processi di innovazione, nel paradigma di  Industria 4.0 e dell’Open Innovation.

La gestione dell’innovazione  riguarda tutte le fasi del processo di innovazione: dalla analisi del mercato per individuare bisogni espliciti o latenti, alla fase creativa di generazione e selezione delle idee, dalla fase di sviluppo prodotto e dell’organizzazione, a quella di validazione, dalla industrializzazione al lancio dell’innovazione sul mercato, dalla commercializzazione e sviluppo delle eventuali varianti o nuove versioni al ritiro stesso dal mercato. La gestione dell’innovazione comprende,  un sistema di processi, di tecniche e strumenti, che consentono ai manager, creativi, ingegneri e commerciali di collaborare con una comune comprensione dei processi e degli obiettivi per introdurre innovazioni sul mercato al fine di creare valore per gli stakeholder.

Ad oggi sono oltre 30 gli standard sviluppati in 10 diverse nazioni tra cui spiccano la serie sovranazionale di Specifiche Tecniche europee CEN TS 16555 sull’Innovation Management.

La gestione dell’innovazione prevede un insieme di strumenti che permettano ai manager e agli ingegneri di cooperare per una comprensione dei processi e degli obiettivi in comune.  Tra gli strumenti a disposizione vi sono in generale:

Tipologie Metodologie e strumenti
Strumenti di Gestione della Conoscenza Knowledge auditKnowledge mapping (mappatura della conoscenza), gestione della documentazione, IPR Management
Tecniche di Market Intelligence Ricerca e visione della tecnologia, analisi dei brevettiBusiness IntelligenceCRM, Geo-Marketing
Strumenti di Rete e Cooperazione GroupwareTeambuildingSupply Chain Management, Industrial Clustering
Tecniche di gestione delle risorse umane TelelavoroIntranet aziendale, assunzione via internet, e-learningCompetence management
Approccio di gestione dell’interfaccia Ricerca e sviluppo – Marketing Interface Management, Concurrent Engineering
Tecniche di sviluppo della creatività Brainstormingpensiero lateraleTRIZ, metodo Scamper, mappe mentali
Tecniche di miglioramento del processo BenchmarkingWorkflowBusiness Process Re-engineeringJust-in-Time
Tecniche di gestione di progetti d’innovazione Project ManagementProject appraisalProject Portfolio Management
Strumenti di progettazione e sviluppo del prodotto Sistemi CADprototipazione rapida, approcci di usabilitàQuality Function Deployment, analisi del valore
Strumenti per la creazione d’affari Business simulationBusiness plan, Spin-off da ricerca di mercato

 

Piano di Innovazione Digitale dell’Impresa

  1. Indicazioni generali per la redazione del Piano di Innovazione Digitale 
  2. Schema di Piano di Innovazione Digitale

 

 

Approccio Interdisciplinare ed Agilità Mentale

Interdisciplinarità

Il concetto di  “interdisciplinarità” esprime naturalmente e semplicemente la “realtà” come “punto di incontro” di differenti punti di  osservazione (disciplinari). In particolare, le discipline tecnico-scientifiche (fisica, matematica, geometria, ecc.) sono state create artificiosamente (come “complesso specifico di conoscenze avente caratteristiche proprie sul piano dei concetti, dei meccanismi, dei metodi, dei linguaggi”) dall’uomo per facilitarne l’insegnamento e l’apprendimento.

La scienza è una creazione dell’intelletto umano, con le sue libere invenzioni di idee e di concetti. Le teorie fisiche tentano di costruire una rappresentazione della realtà e di determinare i legami con il vasto mondo delle impressioni sensibili” (A. Einstein).

È evidente, però, che la “realtà” oggi, in piena  4° rivoluzione industriale,  è molto diversa dalla quella rappresentata nel passato. Sono pertanto notevolmente aumentati i punti di vista disciplinari che hanno studiato i molteplici aspetti della realtà in maniera sempre più analitica (sono nate nuove discipline e si sono scoperte interrelazioni, un tempo impensabili, tra discipline molto lontane tra di loro). Nella ricerca scientifica, però, accanto alla sempre più accentuata diffusione dei settori specialistici, è emersa contemporaneamente l’esigenza di comunicare e di integrare i diversi campi del sapere al fine di avere una visione unitaria e comprensiva dei problemi analizzati dai molteplici punti di vista specialistici. Il “sapere” contemporaneo si presenta fortemente specializzato e la specializzazione ha rappresentato e rappresenta tuttora la condizione indispensabile per far progredire in ogni campo la conoscenza umana.

Si è cominciata a sentire, cioè, l’esigenza di ricomporre la totalità delle conoscenze analitiche e di riconquistare nella interdisciplinarità quell’unitarietà del sapere che è l’unica forma capace di soddisfare l’esigenza di comprensione della realtà nella sua totalità. 

(da “Interdisciplinarità: convergenza dei saperi sull’uomo e per l’uomo”  di Anna Maria Barone)

La interdisciplinarità (interdisciplinary) descrive quindi, l’interazione tra due o più discipline differenti. Questa interazione può variare da semplice comunicazione di idee a integrazione reciproca di concetti organizzatori, metodologie, procedure, epistemologie, terminologie, dati che guidano verso un’organizzazione della ricerca e dell’educazione in un campo abbastanza esteso

Approccio Interdisciplinare

Il contributo di una o più discipline allo studio di un problema o di un oggetto si può posizionare in continuità con il grado di interazione o fusione di queste discipline, dalla “mono-disciplinarità” alla “trans-disciplinarità  (Bernard Terrisse, 1997)

L’approccio interdisciplinare richiede una capacità di sintesi unificate tra punti di vista differenti rispetto un medesimo argomento o problema.

A questo proposito, si tratta di acquisire uno specifico “skill” che consenta, ascoltando i diversi interlocutori “disciplinari”,  di coglierne i diversi aspetti unificanti, estrapolandoli dal particolare tipo di linguaggio (glossario) utilizzato da ciascuno: “Valorizzare ciò che unisce e minimizzare ciò che divide”.

Il primo problema è il “linguaggio comune” per comprendere e farsi comprendere”. Ad es.: “un matematico, un biologo e un fisico sono seduti in un bar di strada a guardare le persone che entrano e escono da una casa dall’altra parte della strada”. Per prima cosa vedono entrare due persone in casa. Il tempo passa. Dopo un po’ notano che escono tre persone. Il fisico dice: “La misurazione non era accurata”. Il biologo dice: “Si sono riprodotti“. Il matematico dice: “Se ora una singola persona entra nella casa, allora  questa sarà di nuovo vuota“.  Ogni disciplina ha il suo gergo, che può portare a fraintendimenti, anche quando le persone parlano effettivamente della stessa cosa. Inoltre, sempre più spesso ci si trova ad affrontare anche il divario generazionale rispetto a coetanei tradizionalmente formati.

Il secondo problema è l’“apprendimento interdisciplinare  come risultato di un processo mirato allo sviluppo di una Conoscenza Interdisciplinare, in grado di sostenere la comprensione delle diverse possibili situazioni comunicative complesse o multidisciplinari.  Non si tratta di diventare “tuttologi”, ma di utilizzare un percorso di apprendimento basato su utilizzo di modelli di sintesi concettuali trasversali e analogie ispirate ad es. alle Scienze naturali, ovvero alla Biomimetica (trasferimento di processi dal mondo naturale a quello artificiale mimando” i meccanismi che governano la natura: l’uomo può infatti trovare la soluzione ad innumerevoli problemi), in grado di fornire un supporto alla condivisione di concetti e valori.

“Agilità Mentale” come risultato dell’Approccio Interdisciplinare

L’agilità mentale semplifica la vita. Come si vede che c’è l’agilità mentale? Ci sono molte abilità che la rivelano:

    • saper assumere la visione dalla prospettiva di altre persone
    • sognare tante nuove possibilità
    • riuscire a trovare nuovi stratagemmi
    • saper rispondere prontamente e velocemente
    • riuscire a intravedere le opportunità
    • saper far fronte all’imprevisto
    • saper uscire dalla propria mappa mentale, magari evitando di fermarsi alla conclusione sbagliata o di restare intrappolati nelle logiche di causa-effetto

Un esercizio per allenare l'agilità mentale

Il cervello: se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare”  (Rita Levi Montalcini)

Aree Tematiche di Trasformazione Tecnologica e Digitale

    1. Big Data e Analisi dei Dati
    2. Cloud, Fog e Quantum Computing
    3. Cyber Security
    4. Integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale
    5. Simulazione e sistemi cyber-fisici
    6. Prototipazione Rapida
    7. Sistemi di Visualizzazione, Realtà Virtuale (RV), Realtà Aumentata (RA) e Realtà Ibrida (RI)
    8. Robotica Avanzata e Collaborativa (COBOT)
    9. Interfaccia Uomo-Macchina
    10. Manifattura Additiva e Stampa Tridimensionale
    11. Internet delle Cose (IoT) e delle Macchine (Industria 4.0)
    12. Integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali   (Digital Transformation)
    13. Programmi di Digital Marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati.
    14. Programmi di Open Innovation
    15. Comprendere il DNA del DARQ

AMMODERNAMENTO degli ASSETTI GESTIONALI ed ORGANIZZATIVI dell’IMPRESA, compreso l’ACCESSO ai MERCATI FINANZIARI e dei CAPITALI

Comunicazione Interdisciplinare: un “booster” per lo sviluppo dei processi di innovazione condivisa

Estratto dalla PRESENTAZIONE del eBook (G.Mappa, 2018):  COMUNICAZIONE INTERDISCIPLINARE – Algoritmi di Comunicazione ProAttiva e Apprendimento Interdisciplinare

Saper comunicare non significa essere necessariamente oratori, ma essere abili nell’arrivare agli interlocutori, nel superare le possibili barriere linguistiche o culturali, nel generare una partecipazione emotiva; ma ancora più importante, nell’ottenere il “risultato” pianificato: un contratto, un coinvolgimento, un riconoscimento, ecc.

Comunicare in maniera efficace è come rispettare le “partiture” di una composizione musicale: esiste la scelta delle note (parole) con la loro durata temporale, le pause, il ritmo, gli accordi, ecc.

Entrano in gioco diversi strumenti musicali (interlocutori), ciascuno con il proprio suono distintivo (altezza, timbro, intensità), ma che combinato a quello degli altri nel rispetto di opportune dinamiche e sintonie, fanno sì che la composizione musicale (risultato) risulti efficace e generi emozioni. Se è il pentagramma è il codice di riferimento (linguaggio comune) per tutti gli strumenti dell’orchestra, è il direttore d’orchestra (coordinatore interdisciplinare) a preparare (exAnte), a guidare verso il risultato e a verificare (exPost) il raggiungimento degli obiettivi e gli effetti emozionali prodotti.

Comunicazione Interdisciplinare: comunicare in maniera collaborativa e coordinata (come in una orchestra) per raggiungere il risultato.

In analogia, in una riunione di lavoro dove possono essere presenti diversi interlocutori con differenti culture o competenze (ad es.: un medico, un ingegnere, un biologo e un amministrativo), che discutono su un tema “trasversale”, sarebbe molto difficile dialogare e soprattutto, trarre una sintesi conclusiva condivisa sulle azioni da intraprendere, se non ci fosse a farlo, almeno un coordinatore interdisciplinare (direttore d’orchestra) in grado di comprendere il linguaggio e le motivazioni di tutti, per convergere ad un risultato “win-win”.

Nella figura che segue, vengono raffigurati due casi contrapposti di una riunione dove: nella prima (a sinistra) permane la “multidisciplinarità” e quindi, permangono conclusioni distinte; nell’altra (a destra), le conclusioni convergono in un’unica sintesi concettuale interdisciplinare.

Confronto tra comunicazione multidisciplinare (left) e interdisciplinare (right)

L’analogia appena illustrata rappresenta il “Fil-Rouge” della trattazione dell’eBook il cui titolo “Comunicazione Interdisciplinare, è esplicativo del tentativo di fornire, a chi si trova spesso ad operare in ambiti multidisciplinari o multiculturali, una metodologia di approccio logica e di buon senso.

Come nel caso del “direttore di orchestra”, che deve innanzi tuttopreparare” il concerto con i diversi componenti (azione exAnte proattiva), deve “condurre” (al risultato)  il concerto e deve “concluderlo” (ex-post) cercando di ottenere la risposta del pubblico, in questo eBook saranno trattate le “dinamiche” di cui si compone una comunicazione professionale efficace in contesti multidisciplinari e complessi (comunicazione interdisciplinare) e il “linguaggio comune” (interdisciplinare) che è possibile utilizzare “per comprendere e farsi comprendere”, basato su un originale e innovativo utilizzo di “modelli di conoscenza” e di “analogie concettuali”.

Il neologismo della “Comunicazione Interdisciplinare” viene definito, più compiutamente, nell’eBook come binomio di due fattori sinergici: la comunicazione proattiva e la conoscenza interdisciplinare.

L’eBook riporta alcuni modelli concettuali per sviluppare le proprie abilità alla “pro-azione” nei processi comunicativi, ad es. come la” focalizzazione” e la capacità di proporre, prima degli altri, una soluzione nuova e stimolante, che cambia le regole del gioco o che è qualcosa di utile, ecc.

Vengono altresì riportati alcuni modelli di conoscenza in grado di supportare la comprensione delle diverse possibili situazioni comunicative complesse o multidisciplinari, nonché favorire lo sviluppo della capacità analitica di comprensione dei bisogni degli interlocutori (focalizzazione), della individuazione di soluzioni condivise (persuasione) in grado di generare la partecipazione (coinvolgimento) nel raggiungimento “win-win” degli obiettivi prefissati.

I contenuti e gli aspetti innovativi proposti si basano sull’utilizzo di un linguaggio sintetico logico-matematico come “linguaggio comune e condiviso” (a valenza trasversale), in grado di mettere in relazione fra di loro le componenti di valore (“sostanza”) in un processo di comunicazione, distinguendo gli aspetti (“forma”) legati al lessico e al glossario dei termini specifici dei diversi interlocutori di uno scenario multiculturale.

Chiave di volta dell’approccio “unificante” sul quale si basa il presente lavoro, è il fatto che per facilitare i rapporti comunicativi con i diversi interlocutori, è possibile impostare la propria strategia di comunicazione lavorando sulla separazione dei due aspetti: la “forma” (lessico, glossario) specifica dell’interlocutore, rispetto alla sostanza” (modelli di conoscenza risolutori) che invece, riguarda gli algoritmi mentali da applicare per raggiungere lo scopo. Si mette in atto così, un approccio di comunicazione interdisciplinare, basata da un lato sull’utilizzo del “vocabolario” specifico richiesto caso per caso (cosa non particolarmente difficile oggi con l’uso di internet), dall’altro sull’attuazione di strategie basate sull’utilizzo di modelli di conoscenza.

Si introducono gli strumenti innovativi per una Comunicazione Interdisciplinare, che è innanzi tutto, una comunicazione professionale e quindi, etica, basata su un concetto di fiducia che nasce da una reputazione, a sua volta costituita da storie e comportamenti corretti, perché ispirati dall’etica professionale.

In ultima analisi, l’eBook propone una “cassetta degli attrezzi”, ovvero metodologie e strumenti per lo sviluppo individuale e di gruppo di una comunicazione professionale più funzionale ed efficace, in grado di rapportarsi con più discipline o “saperi”, per integrare i diversi “punti di vista” in una sintesi concettuale conclusiva, in grado di valorizzare ciò che “unisce” e di minimizzare ciò che “divide”.