Parafrasando la famosa frase di Mark Twain – “La vita sarebbe infinitamente più felice se nascessimo a 80 anni e gradualmente ci avvicinassimo ai 18” – si potrebbe dire che: avremmo molti più vantaggi profittevoli se potessimo operare da subito con l’esperienza lavorativa che ci ritroveremo poi, ad una certa età, quando però questa non servirebbe più a molto….
Esistono strumenti mentali (es. KWI – Knowledge Working Interdisciplinare) che rappresentano una sfida per poter controvertere l’utopia di Mark Twain, fornendo la possibilità di anticipare ad “oggi” la “Conoscenza e il Know-How” di “poi”, con gli indubbi e innumerevoli vantaggi e profitti che ne deriverebbero.
ANOVA studi offre servizi di Formazione di Skill Interdisciplinari (Business Interdisciplinary Skills) nell’ambito delle nuove figure professionali e manageriali richieste dalle imprese della Nuova Rivoluzione Industriale (NPR).
COMUNICAZIONE INTERDISCIPLINARE – Algoritmi di Comunicazione ProAttiva e Apprendimento Interdisciplinare
Breve trailer del libro di Giovanni Mappa, ingegnere, esperto internazionalmente riconosciuto di problemi legati alla gestione aziendale, all’innovazione, alla comunicazione. Si mette in luce l’interdisciplinarità che contraddistingue la nostra epoca, dalla quale non può prescindere chi fa del comunicare l’essenza del proprio lavoro: manager, giornalisti, politici, commentatori, ecc… Un libro da leggere, meditare, studiare. (Mnamon, 12/2018)
E’ possibile potenziare la propria professionalità per capire ed adeguarsi al crescente livello di competitività?
E’ possibile potenziare la propria capacità di elaborare e sintetizzare l’enorme volume di dati e informazioni, con le quali dobbiamo confrontarci ogni giorno?
E’ possibile sviluppare, in uno scenario di complessità lavorativa, il “buonsenso” nella presa di decisione e la capacità di creare nuovo “valore”?
E’ possibile fare tutto ciò in un tempo sostenibile (mesi e non anni)?
La soluzione proposta in questi libro di appunti è l’apprendimento del “ragionamento interdisciplinare” (Interdisciplinary Thinking) e la metodologia proposta, nelle sue linee essenziali, si basa sul concetto dell’esistenza una struttura comune e ricorrente della conoscenza (Knowledge’s Common Frame) che, con le sue proprietà e dinamiche evolutive, rappresenta la “chiave di volta” del nuovo approccio.
Il concetto di “interdisciplinarità” esprime naturalmente e semplicemente la “realtà” come “punto di incontro” di differenti punti di osservazione (disciplinari). In particolare, le discipline tecnico-scientifiche (fisica, matematica, geometria, ecc.) sono state create artificiosamente (come “complesso specifico di conoscenze avente caratteristiche proprie sul piano dei concetti, dei meccanismi, dei metodi, dei linguaggi”) dall’uomo per facilitarne l’insegnamento e l’apprendimento.
È evidente, però, che la “realtà” oggi, in piena 4° rivoluzione industriale, è molto diversa dalla quella rappresentata nel passato. Sono pertanto notevolmente aumentati i punti di vista disciplinari che hanno studiato i molteplici aspetti della realtà in maniera sempre più analitica (sono nate nuove discipline e si sono scoperte interrelazioni, un tempo impensabili, tra discipline molto lontane tra di loro). Nella ricerca scientifica, però, accanto alla sempre più accentuata diffusione dei settori specialistici, è emersa contemporaneamente l’esigenza di comunicare e di integrare i diversi campi del sapere al fine di avere una visione unitaria e comprensiva dei problemi analizzati dai molteplici punti di vista specialistici. Il “sapere” contemporaneo si presenta fortemente specializzato e la specializzazione ha rappresentato e rappresenta tuttora la condizione indispensabile per far progredire in ogni campo la conoscenza umana.
Si è cominciata a sentire, cioè, l’esigenza di ricomporre la totalità delle conoscenze analitiche e di riconquistare nella interdisciplinarità quell’unitarietà del sapere che è l’unica forma capace di soddisfare l’esigenza di comprensione della realtà nella sua totalità.
La interdisciplinarità (interdisciplinary) descrive quindi, l’interazione tra due o più discipline differenti. Questa interazione può variare da semplice comunicazione di idee a integrazione reciproca di concetti organizzatori, metodologie, procedure, epistemologie, terminologie, dati che guidano verso un’organizzazione della ricerca e dell’educazione in un campo abbastanza esteso
Il contributo di una o più discipline allo studio di un problema o di un oggetto si può posizionare in continuità con il grado di interazione o fusione di queste discipline, dalla “mono-disciplinarità” alla “trans-disciplinarità (Bernard Terrisse, 1997)
L’approccio interdisciplinare richiede una capacità di sintesi unificate tra punti di vista differenti rispetto un medesimo argomento o problema.
A questo proposito, si tratta di acquisire uno specifico “skill” che consenta, ascoltando i diversi interlocutori “disciplinari”, di coglierne i diversi aspetti unificanti, estrapolandoli dal particolare tipo di linguaggio (glossario) utilizzato da ciascuno: “Valorizzare ciò che unisce e minimizzare ciò che divide”.
Il primo problema è il “linguaggio comune” per comprendere e farsi comprendere”. Ad es.: “un matematico, un biologo e un fisico sono seduti in un bar di strada a guardare le persone che entrano e escono da una casa dall’altra parte della strada”. Per prima cosa vedono entrare due persone in casa. Il tempo passa. Dopo un po’ notano che escono tre persone. Il fisico dice: “La misurazione non era accurata”. Il biologo dice: “Si sono riprodotti“. Il matematico dice: “Se ora una singola persona entra nella casa, allora questa sarà di nuovo vuota“. Ogni disciplina ha il suo gergo, che può portare a fraintendimenti, anche quando le persone parlano effettivamente della stessa cosa. Inoltre, sempre più spesso ci si trova ad affrontare anche il divario generazionale rispetto a coetanei tradizionalmente formati.
Il secondo problema è l’“apprendimento interdisciplinare” come risultato di un processo mirato allo sviluppo di una Conoscenza Interdisciplinare, in grado di sostenere la comprensione delle diverse possibili situazioni comunicative complesse o multidisciplinari. Non si tratta di diventare “tuttologi”, ma di utilizzare un percorso di apprendimento basato su utilizzo di modelli di sintesi concettuali trasversali e analogie ispirate ad es. alle Scienze naturali, ovvero alla Biomimetica (trasferimento di processi dal mondo naturale a quello artificiale “mimando” i meccanismi che governano la natura: l’uomo può infatti trovare la soluzione ad innumerevoli problemi), in grado di fornire un supporto alla condivisione di concetti e valori.
“Il cervello: se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare” (Rita Levi Montalcini)
Integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale
Programmi di Digital Marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati.
“INTERDISCIPLINARY THINKING BY KNOWLEDGE SYNTHESIS” – Algoritmi sullo Sviluppo della Interdisciplinarietà, del Buonsenso e del Valore, per le professioni emergenti – Giovanni Mappa IlMioLibro Editore (Settembre 2011- disp. su La Feltrinelli)
L’analitica cognitiva è un campo di analisi (v. neuroscienze) che cerca di imitare il cervello umano tracciando le inferenze da dati e modelli esistenti, traendo conclusioni basate su basi di conoscenzaesistenti e quindi, inserendolo nella base di conoscenzaper inferenze future – un ciclo di feedback di autoapprendimento (v. machine learning). Inoltre, le inferenze non sono query strutturate basate su un database di regole, piuttosto potrebbero essere ipotesi non strutturate raccolte da un certo numero di fonti ed espresse con vari gradi di confidenza. Questo è essenzialmente ottenuto attraverso algoritmi di apprendimento automatico.
Progetto di Ricerca AMS – “Autonomic Maintenance System” – (2010) – POR Campania 2000/2006 Misura 3.17 Settore ICT – Progettazione e Sviluppo di una Piattaforma ICT per la Gestione Autonomica, Integrata e Collaborativa della Manutenzione. Piattaforma integrata Web con Microsoft .NET/XBASE-EGroupWare-TIBCO).
Attività di Ricerca per la realizzazione di un Sistema di Anomaly Detection basato su Sensori Software Intelligentiper conto della Società Olandese D3-Advies/Friesland Foods (frieslandfoods.com) – Beilen ( NL) – Dairy Industry – Sensor Intelligence – 2008-2009 FRIESLAND Foods(Beilen – NL) Dairy Industry D3-Advies – (Leeuwarden – NL)
Giovanni Mappa, in qualità di coordinatore dell’area RSI (Ricerca, Sviluppo, Innovazione) di NATURA srl e Responsabile Tecnico Scientifico del Progetto.
SCHEDA TECNICA
Il “Prodotto”
PREMATIC-LAB è una apparecchiatura meccatronica robotizzata che opera come un laboratorio automatico di analisi chimico-fisiche in scala ridotta, ed è in grado di eseguire autonomamente i cicli di preparativa (workflow di preanalitica) dei campioni di matrici solide (terreni, sedimenti, rifiuti): in ingresso riceve campioni omogeneizzati; in uscita rende disponibili le provette contenenti un “liquido” nel quale sono state concentrate le sostanze (inquinanti) presenti nel campione “solido”. Le provette, di diversa misura e configurazione, possono essere poi inviate alla successiva “fase analitica” per le determinazioni previste.
La fase di preanalitica dei campioni è un trattamento fondamentale per ciascun laboratorio di analisi ambientali e alimentari, sia perché il campione di per sé, rappresenta statisticamente una realtà molto più estesa sottoposta ad indagine (v. bonifica), sia perché per poter analizzare le varie sostanze inquinanti presenti, ad es. in un terreno, le apparecchiature di analisi disponibili operano solo su liquido e non su solidi tal quali.
PREMATIC-LAB è in grado di eseguire autonomamente e in maniera combinata ed integrata, a seconda del “pacchetto analitico” definito per ciascun campione, il workflow delle linee di processo di “preparativa”, ossia:
PREPARAZIONE ELUATI che dà luogo (output) a unità “Falcon” da 50 ml;
MINERALIZZAZIONE che dà luogo (output) a “Provette” da 10 ml;
ESTRAZIONE che dà luogo che dà luogo (output) a unità “Vial” da 1 ml.
A partire da uno stesso “pacchetto analitico”, in PREMATIC-LAB possono essere attivate tutte le linee di produzione o solo alcune di esse. In alcuni casi per uno stesso campione ogni linea può essere attivata anche più di una volta (es. estrazione per SVOC ed estrazione per Idrocarburi).
Il “Bisogno Tecnico” che è in grado di soddisfare
PREMATIC-LAB rappresenta la soluzione alla necessità di eliminare il “collo di bottiglia” costituito dalla stessa fase di preanalitica dei campioni, che ancora oggi, viene eseguita “a mano” (come prescritto dalle normative). Mentre però, le apparecchiature di analitica possono essere caricate per lavorare H24, la fase di preanalitica per non diventare “limitante” per la produttività complessiva di un laboratorio di analisi ambientali, richiederebbe tre turni di lavoro di operatori specializzati.
Le attività di processo automatizzate riguardano principalmente il “prelievo e la contestuale misurazione” di aliquote di campione (processo che “manualmente” viene eseguito in due fasi e per iterazioni successive); il loro “trasferimento” (manipolazione) ai diversi moduli di trattamento di linea di processo (dosaggio reagenti di solventi o acidi, trattamenti chimico-fisici, estrazione, mineralizzazione, sonicazione, ecc.)
Una corretta preparazione dei campioni è fondamentale per la successiva corretta determinazione analitica delle sostanze presenti negli stessi e per l’emissione di un rapporto di prova finale di qualità.
La soluzione PREMATIC-LAB è in grado di incrementare non solo la produttività giornaliera (numero di campioni analizzati) più che dimezzando i costi rispetto ad un turno di operatori, ma è in grado di aumentare l’efficienza produttiva complessiva (meno sprechi) e la sicurezza degli operatori della fase “preanalitica”, rendendo di fatto oggettiva, tracciabile, affidabile e sicura, la preparazione dei campioni .
Lo Scenario del Mercato di riferimento
Una apparecchiatura come PREMATIC-LAB, essendo nata da una esigenza reale “di campo” di un laboratorio di analisi ambientali di media dimensione come quello di NATURA Srl, rappresenta una soluzione possibile per tutta la gamma di laboratori simili (ambientali e alimentari) che hanno necessità di automatizzare la fase preanalitica di campioni a matrice solida.
L’interesse commerciale è soprattutto da parte di possibili fornitori di apparecchiature e strumentazione da laboratorio, che sono interlocutori privilegiati e che già forniscono alcune delle apparecchiature per la preanalitica presenti in PREMATIC-LAB.
In generale, i fornitori di apparecchiature di laboratorio di analisi ambientali e alimentari perseguono una politica di vendita “per componenti” (singoli processi) non integrabili con altri, ossia forniscono separatamente sistemi di prelievo; stazioni di pesatura; ribaltamento; stazioni di centrifugazione; stazioni di dosaggio reattivi; sistemi di Mineralizzazione (CEM);sistemi di sonicazione; sistemi di concentrazione (Biotage); sistemi di filtrazione con anidrificazione; ecc.. Nella quasi totalità dei casi, si tratta di apparecchiature di tipo “stand-alone”, non alimentabili automaticamente, non interfacciabili informaticamente e non collegabili in rete tra loro.
Una apparecchiatura come PREMATIC-LAB, in grado di eseguire interamente e autonomamente (in poco spazio) i cicli di pre-trattamento chimico-fisico di campioni di matrici solide, non risulta oggi essere già presente né sul mercato nazionale (e internazionale), né allo stato dell’arte della letteratura tecnico-scientifica. In PREMATIC-LAB si è riusciti ad integrare le diverse apparecchiature di processo in linee automatiche (robotizzate) di trattamento, sia attraverso modifiche di tipo hardware e software ad apparecchiature di mercato, sia attraverso la progettazione ad-hoc di nuove apparecchiature interfacciabili da sistemi di automazione e controllo.
Value Proposition CVP
La proposta di Valore che PREMATIC-LAB rappresenta per i laboratori di analisi ambientali (e non solo), ma più specificatamente per i fornitori di apparecchiature e strumentazione da laboratorio di analisi, è quella di essere una soluzione ed un esempio “unico” (al momento) di integrazione informatica di laboratorio (v. Industria 4.0), di efficienza produttiva in continuo, di tracciabilità e sicurezza per gli operatori, il tutto in soli 20 m³ di ingombro (base 2m x 4m, 2,5 m circa di altezza).
PREMATIC-LAB come “soluzione innovativa in risposta a un problema tecnico”, risulta posizionarsi come una “invenzione industriale”, ovvero un nuovo prodotto di interesse per il mercato delle analisi ambientali e alimentari.
Valutazione AS-IS del Livello di Maturità Tecnologica del prototipo (TRL-Technology Readness Level)
I test in ambiente di laboratorio R%S hanno consentito di evidenziare come e di quanto i risultati di funzionalità meccatronica di sistema differiscono da quanto ipotizzato in fase di progettazione.
Sono stati effettuati anche dei test di confronto tra i risultati analitici ottenuti con PREMATIC-LAB e quelli effettuati, sul medesimo campione, in maniera tradizionale (manualmente): i primi risultati sono risultati incoraggianti rispetto ad una successiva validazione in ambiente reale.
Lo stato di maturità tecnologica raggiunto da PREMATIC-LAB ad oggi (AS-IS), corrisponderebbe ad un valore (autovalutato) di TRL4, ossia di “validazione in laboratorio” della tecnologia dei componenti/assemblati/ integrati, rispetto ad una valutazione d’insieme e alla esplicitazione dell’interazione e influenza reciproca.
Assessment Tecnologico
Lo stato di preparazione alla commercializzazione è stato autovalutato essere pari ad un primo livello (CRL 1 Commercialization Readness Level) contestualmente al TRL4, considerando in maniera integrata i seguenti parametri:
Assessment Tecnologico
Livello di Sviluppo del Prodotto
Livello di Definizione/Progettazione
Scenario Competitivo
Gruppo di Lavoro (Team)
Modello di Business e la Value Proposition
Catena di Produzione e Fornitura
Azioni da intraprendere per la successiva fase di Ingegnerizzazione e di innalzamento del TRL e del CRL del prototipo, in nell’ottica di Industrializzazione di PREMATIC-LAB come prodotto.
Fase di Ingegnerizzazione
La “ingegnerizzazione del prodotto” viene qui considerata come la fase intermedia nella quale il prototipo realizzato viene sottoposto ad una serie di analisi e approfondimenti sia tecnico-funzionali-costruttivi, sia rispetto ai requisiti funzionali e commerciali validati nell’ambito di una fase reale di User Experience (UX).
Le attività di “transizione” verso l’industrializzazione previste sono qui di seguito elencate:
Definizione dei “Dati di Targa” (di esercizio) mediante una serie di test di validazione (confronto automatico-manuale) per la definizione dei “range” di funzionalità operativa di normale esercizio e ammissibile del prototipo.
Analisi di scalabilità e replicabilità; specifiche tecnico-funzionali dei componenti e manualistica.
Integrazioni tecnologiche (sensori e dispositivi) per la tracciabilità e la difendibilità dei risultati ottenuti.
Approfondimenti (UX User Experience) sugli utilizzatori e requisiti funzionali realmente utili e di valore.
Approfondimenti sul Mercato di interesse per individuare i segmenti potenziali.
Definizione Progettuale del Prodotto “Pilota”
Implementazione delle integrazioni tecnologiche di sistema sul Prodotto “Pilota”
Testing e validazione delle performance di sistema in ambito operativo reale (TRL7)
Strategie di Branding (positioning, pricing)
Azioni TO-BE per il raggiungimento del Livello di Maturità Tecnologica del prodotto TRL-7 e di “Prontezza” Commerciale CRL = 7
Lo stato di maturità tecnologica minimo che PREMATIC-LAB dovrà raggiungere (TO-BE) per poter aprire la strada alla fase di industrializzazione (TO-BE), corrisponde ad un valore (autovalutato) di TRL7, ossia di “sistema prototipo validato in ambiente operativo (reale)”.
Si tratta di raggiungere un livello di maturità tecnologica, validato in un ambito operativo reale, di pre-produzione, ossia tutti i componenti tecnologici del prototipo PREMATIC-LAB rispondono definitivamente ai requisiti funzionali degli end-user in maniera singola ed integrata.
Le azioni dal punto di vista della preparazione alla commercializzazione del prototipo-prodotto con TRL7 sono di miglioramento dei seguenti parametri:
Assessment Tecnologico
Livello di Sviluppo del Prodotto
Livello di Definizione/Progettazione
Scenario Competitivo
Gruppo di Lavoro (Team)
Modello di Business e la Value Proposition
Catena di Produzione e Fornitura
La fase di ingegnerizzazione dell’attuale prototipo di PREMATIC-LAB necessita di una nuova organizzazione come quella che può derivare dalla costituzione di una “newco” ad hoc per lo sviluppo del prodotto che si inserirebbe poi in una nuova organizzazione a rete di imprese (partners), motivate dall’obiettivo comune di rafforzare il potenziale di commercializzazione del prodotto e di margine operativo.
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Giovanni Mappa, in qualità di coordinatore dell’area RSI (Ricerca, Sviluppo, Innovazione) di NATURA srl e Responsabile Tecnico Scientifico del Progetto.
Giovanni Mappa, in qualità di coordinatore dell’area RSI (Ricerca, Sviluppo, Innovazione) di ARETHUSA srl e Responsabile Tecnico di Progetto per il MIUR:
Empowerment: con il termine empowerment viene indicato un processo di crescita, sia dell’individuo sia del gruppo, basato sull’incremento della stima di sé, dell’autoefficacia e dell’autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l’individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale. Questo processo porta ad un rovesciamento della percezione dei propri limiti in vista del raggiungimento di risultati superiori alle proprie aspettative. L’Empowerment è un costrutto multilivello che in base alla tripartizione di Zimmerman (2000) si declina in: 1. psicologico-individuale; 2. organizzativo; 3. socio-politico e di comunità. Questi tre livelli sono analizzabili individualmente ma strettamente interconnessi fra di loro.
«Ricerca industriale»: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Comprende la creazione di componenti di sistemi complessi necessaria per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche, ad esclusione dei prototipi di cui alla definizione di sviluppo sperimentale.
«Sviluppo sperimentale»: acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi. Tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale. Rientra nello sviluppo sperimentale la realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici e/o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L’eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi così generati dai costi ammissibili. Sono inoltre ammissibili aiuti alla produzione e al collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non possano essere impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali. Lo sviluppo sperimentale non comprende tuttavia le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.