Skill Interdisciplinare

Parafrasando la famosa frase di Mark TwainLa vita sarebbe infinitamente più felice se nascessimo a 80 anni e gradualmente ci avvicinassimo ai 18” – si potrebbe dire che: avremmo molti più vantaggi profittevoli se potessimo operare da subito con l’esperienza lavorativa che ci ritroveremo poi, ad una certa età, quando però questa non servirebbe più a molto….

Esistono strumenti mentali (es. KWI  – Knowledge Working Interdisciplinare)  che rappresentano una sfida per poter controvertere l’utopia di Mark Twain, fornendo la possibilità di anticipare ad “oggi” la “Conoscenza e il Know-How” di “poi”, con gli indubbi e innumerevoli vantaggi e profitti che ne deriverebbero.

ANOVA studi  offre servizi di  Formazione di Skill Interdisciplinari (Business Interdisciplinary Skills) nell’ambito delle nuove figure professionali e manageriali  richieste dalle imprese della Nuova Rivoluzione Industriale (NPR).

Algoritmi di Comunicazione Proattiva e Apprendimento Interdisciplinare
COMUNICAZIONE INTERDISCIPLINARE
COMUNICAZIONE INTERDISCIPLINARE – Algoritmi di Comunicazione ProAttiva e Apprendimento Interdisciplinare

Breve trailer del libro di Giovanni Mappa, ingegnere, esperto internazionalmente riconosciuto di problemi legati alla gestione aziendale, all’innovazione, alla comunicazione. Si mette in luce l’interdisciplinarità che contraddistingue la nostra epoca, dalla quale non può prescindere chi fa del comunicare l’essenza del proprio lavoro: manager, giornalisti, politici, commentatori, ecc… Un libro da leggere, meditare, studiare. (Mnamon, 12/2018)

frontINTERDISCIPLINARY  THINKING by Knowledge Synthesis (ITKS) Il libro intende dare una risposta alle seguenti domande:

  • E’ possibile potenziare la propria professionalità per capire ed adeguarsi al crescente livello di competitività?
  • E’ possibile potenziare la propria capacità di elaborare e sintetizzare l’enorme volume di dati e informazioni, con le quali dobbiamo confrontarci ogni giorno?
  • E’ possibile sviluppare, in uno scenario di complessità lavorativa, il “buonsenso” nella presa di decisione e la capacità di creare nuovo “valore”?
  • E’ possibile fare tutto ciò in un tempo sostenibile (mesi e non anni)?

La soluzione proposta in questi libro di appunti è l’apprendimento del “ragionamento interdisciplinare”  (Interdisciplinary Thinking) e la metodologia proposta, nelle sue linee essenziali, si basa sul concetto dell’esistenza una struttura comune e ricorrente della conoscenza (Knowledge’s Common Frame) che, con le sue proprietà e dinamiche evolutive, rappresenta la “chiave di volta” del nuovo approccio.

Approccio Interdisciplinare ed Agilità Mentale

Interdisciplinarità

Il concetto di  “interdisciplinarità” esprime naturalmente e semplicemente la “realtà” come “punto di incontro” di differenti punti di  osservazione (disciplinari). In particolare, le discipline tecnico-scientifiche (fisica, matematica, geometria, ecc.) sono state create artificiosamente (come “complesso specifico di conoscenze avente caratteristiche proprie sul piano dei concetti, dei meccanismi, dei metodi, dei linguaggi”) dall’uomo per facilitarne l’insegnamento e l’apprendimento.

La scienza è una creazione dell’intelletto umano, con le sue libere invenzioni di idee e di concetti. Le teorie fisiche tentano di costruire una rappresentazione della realtà e di determinare i legami con il vasto mondo delle impressioni sensibili” (A. Einstein).

È evidente, però, che la “realtà” oggi, in piena  4° rivoluzione industriale,  è molto diversa dalla quella rappresentata nel passato. Sono pertanto notevolmente aumentati i punti di vista disciplinari che hanno studiato i molteplici aspetti della realtà in maniera sempre più analitica (sono nate nuove discipline e si sono scoperte interrelazioni, un tempo impensabili, tra discipline molto lontane tra di loro). Nella ricerca scientifica, però, accanto alla sempre più accentuata diffusione dei settori specialistici, è emersa contemporaneamente l’esigenza di comunicare e di integrare i diversi campi del sapere al fine di avere una visione unitaria e comprensiva dei problemi analizzati dai molteplici punti di vista specialistici. Il “sapere” contemporaneo si presenta fortemente specializzato e la specializzazione ha rappresentato e rappresenta tuttora la condizione indispensabile per far progredire in ogni campo la conoscenza umana.

Si è cominciata a sentire, cioè, l’esigenza di ricomporre la totalità delle conoscenze analitiche e di riconquistare nella interdisciplinarità quell’unitarietà del sapere che è l’unica forma capace di soddisfare l’esigenza di comprensione della realtà nella sua totalità. 

(da “Interdisciplinarità: convergenza dei saperi sull’uomo e per l’uomo”  di Anna Maria Barone)

La interdisciplinarità (interdisciplinary) descrive quindi, l’interazione tra due o più discipline differenti. Questa interazione può variare da semplice comunicazione di idee a integrazione reciproca di concetti organizzatori, metodologie, procedure, epistemologie, terminologie, dati che guidano verso un’organizzazione della ricerca e dell’educazione in un campo abbastanza esteso

Approccio Interdisciplinare

Il contributo di una o più discipline allo studio di un problema o di un oggetto si può posizionare in continuità con il grado di interazione o fusione di queste discipline, dalla “mono-disciplinarità” alla “trans-disciplinarità  (Bernard Terrisse, 1997)

L’approccio interdisciplinare richiede una capacità di sintesi unificate tra punti di vista differenti rispetto un medesimo argomento o problema.

A questo proposito, si tratta di acquisire uno specifico “skill” che consenta, ascoltando i diversi interlocutori “disciplinari”,  di coglierne i diversi aspetti unificanti, estrapolandoli dal particolare tipo di linguaggio (glossario) utilizzato da ciascuno: “Valorizzare ciò che unisce e minimizzare ciò che divide”.

Il primo problema è il “linguaggio comune” per comprendere e farsi comprendere”. Ad es.: “un matematico, un biologo e un fisico sono seduti in un bar di strada a guardare le persone che entrano e escono da una casa dall’altra parte della strada”. Per prima cosa vedono entrare due persone in casa. Il tempo passa. Dopo un po’ notano che escono tre persone. Il fisico dice: “La misurazione non era accurata”. Il biologo dice: “Si sono riprodotti“. Il matematico dice: “Se ora una singola persona entra nella casa, allora  questa sarà di nuovo vuota“.  Ogni disciplina ha il suo gergo, che può portare a fraintendimenti, anche quando le persone parlano effettivamente della stessa cosa. Inoltre, sempre più spesso ci si trova ad affrontare anche il divario generazionale rispetto a coetanei tradizionalmente formati.

Il secondo problema è l’“apprendimento interdisciplinare  come risultato di un processo mirato allo sviluppo di una Conoscenza Interdisciplinare, in grado di sostenere la comprensione delle diverse possibili situazioni comunicative complesse o multidisciplinari.  Non si tratta di diventare “tuttologi”, ma di utilizzare un percorso di apprendimento basato su utilizzo di modelli di sintesi concettuali trasversali e analogie ispirate ad es. alle Scienze naturali, ovvero alla Biomimetica (trasferimento di processi dal mondo naturale a quello artificiale mimando” i meccanismi che governano la natura: l’uomo può infatti trovare la soluzione ad innumerevoli problemi), in grado di fornire un supporto alla condivisione di concetti e valori.

“Agilità Mentale” come risultato dell’Approccio Interdisciplinare

L’agilità mentale semplifica la vita. Come si vede che c’è l’agilità mentale? Ci sono molte abilità che la rivelano:

    • saper assumere la visione dalla prospettiva di altre persone
    • sognare tante nuove possibilità
    • riuscire a trovare nuovi stratagemmi
    • saper rispondere prontamente e velocemente
    • riuscire a intravedere le opportunità
    • saper far fronte all’imprevisto
    • saper uscire dalla propria mappa mentale, magari evitando di fermarsi alla conclusione sbagliata o di restare intrappolati nelle logiche di causa-effetto

Un esercizio per allenare l'agilità mentale

Il cervello: se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare”  (Rita Levi Montalcini)

Aree Tematiche di Trasformazione Tecnologica e Digitale

    1. Big Data e Analisi dei Dati
    2. Cloud, Fog e Quantum Computing
    3. Cyber Security
    4. Integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale
    5. Simulazione e sistemi cyber-fisici
    6. Prototipazione Rapida
    7. Sistemi di Visualizzazione, Realtà Virtuale (RV), Realtà Aumentata (RA) e Realtà Ibrida (RI)
    8. Robotica Avanzata e Collaborativa (COBOT)
    9. Interfaccia Uomo-Macchina
    10. Manifattura Additiva e Stampa Tridimensionale
    11. Internet delle Cose (IoT) e delle Macchine (Industria 4.0)
    12. Integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali   (Digital Transformation)
    13. Programmi di Digital Marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati.
    14. Programmi di Open Innovation
    15. Comprendere il DNA del DARQ

AMMODERNAMENTO degli ASSETTI GESTIONALI ed ORGANIZZATIVI dell’IMPRESA, compreso l’ACCESSO ai MERCATI FINANZIARI e dei CAPITALI

Modelli di Conoscenza & Approccio Interdisciplinare

 

front
“INTERDISCIPLINARY THINKING BY KNOWLEDGE SYNTHESIS”  Algoritmi sullo Sviluppo della Interdisciplinarietà, del Buonsenso e del Valore, per le professioni emergenti – Giovanni Mappa IlMioLibro Editore (Settembre 2011- disp. su La Feltrinelli)

COGNITIVE ANALYTICS (Analitica Cognitiva)

L’analitica cognitiva è un campo di analisi (v. neuroscienze) che cerca di imitare il cervello umano tracciando le inferenze da dati e modelli esistenti, traendo conclusioni basate su basi di conoscenza esistenti e quindi, inserendolo nella base di conoscenza per inferenze future – un ciclo di feedback di autoapprendimento (v. machine learning). Inoltre, le inferenze non sono query strutturate basate su un database di regole, piuttosto potrebbero essere ipotesi non strutturate raccolte da un certo numero di fonti ed espresse con vari gradi di confidenza. Questo è essenzialmente ottenuto attraverso algoritmi di apprendimento automatico.

 

Progetto di Ricerca AMS – “Autonomic Maintenance System” – (2010) – POR Campania 2000/2006 Misura 3.17 Settore ICT – Progettazione e Sviluppo di una Piattaforma ICT per la Gestione Autonomica, Integrata e Collaborativa della Manutenzione. Piattaforma integrata Web con Microsoft .NET/XBASE-EGroupWare-TIBCO).

SISTEMA SENSORISTICO – Progetto INDUSTRIA 2015 – ENEA Centro Ricerche Casaccia (Roma)  Sistema di Monitoraggio Odori in Continuo MSD   
 

Global leader in measurement instrumentation, services and solutions for industrial process engineering.

Servizi Avanzati di Controllo Processo e Integrazione di Sistemi Early Warning di Controllo.  Accordo di Partnership per lo sviluppo di Modelli di Conoscenza per l’ottimizzazione di processo e il risparmio energetico (Liquicontrol NDP). Ref. in primo piano: Ottimizzare il Trattamento Acque – La Chimica & L’Industria – n.8 Ottobre 2012 – Ottimizzazione dell’Impianto di Depurazione Acque Reflue di Rimini (HERA SpA) – EnergiaAmbiente EA n.9 marzo 2013 – Ottimizzazione dell’Impianto di Depurazione Acque Reflue di Canone di Govone – Cuneo (SISI Srl) – Hi-Tech Ambiente n.6 – settembre 2013
FrieslandCampina
Attività di Ricerca per la realizzazione di un Sistema di Anomaly Detection basato su Sensori Software Intelligenti per conto della Società Olandese D3-Advies/Friesland Foods (frieslandfoods.com) – Beilen ( NL) – Dairy Industry  – Sensor Intelligence –  2008-2009  FRIESLAND Foods(Beilen – NL) Dairy Industry  D3-Advies – (Leeuwarden – NL)
2005-2008 – Progetto di Ricerca Europea – “BATTLE – Best Available Technique for water reuse in TextiLE SMEs” (05 ENV/IT/000846), finanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea, della durata di 3 anni e coordinato dall’ENEA  C5- BATTLE-Anova (2)  SuccessoLIFE_new  SIDISA_Casarci
Rilheva IIoT Platform
Servizi di Data Intelligence (Data Analysis – Event Detection- Data Modeling) – Accordo di Partnership per lo sviluppo di Modelli di Conoscenza per l’Analisi e la Qualità dei Dati di Monitoraggio Processi (Data Intelligence) Servizi DIA-rev1  SISTEMA_XE04-ANOVA
Risultati immagini per comune villasimius SISTEMA ESPERTO (SCETTRO-INTESYS) per il Telecontrollo dei Processi di Depurazione delle Acque Reflue Urbane e del loro Trattamento Terziario per il Riutilizzo in agricoltura e per le infrastrutture turistiche  Villasimius (2000-2004)

 

 

PREMATIC-LAB (apparecchiatura meccatronica di PREanalitica autoMATICa per i LABoratori di analisi ambientali)

Ricerca e sviluppo (2017-2018) per conto di NATURA srl (sede di Casoria) di un prototipo di apparecchiatura meccatronica complessa (PREMATIC-LAB) per l’automazione delle fasi di pre-analitica di campioni di “matrice solida” in ambito ambientale: Attività di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale per la realizzazione di un prototipo di apparecchiatura meccatronica modulare, destinata ai laboratori di analisi ambientale, in grado di automatizzare le fasi di processo relative alla preparazione (preanalitica) dei campioni a matrice solida, con incremento di produttività in condizioni di eco-compatibilità” – PON 2014-2020  ASSE 1 – Programma Operativo Nazionale “Imprese e Competitività” 2014/2020 FESR, – Azione 1.1.3 – Bando MISE 2016. 

Soggetti Proponenti e Sedi di riferimento:

Giovanni Mappa, in qualità di coordinatore dell’area RSI (Ricerca, Sviluppo, Innovazione) di NATURA srl e Responsabile Tecnico Scientifico del Progetto.

SCHEDA TECNICA

Il “Prodotto”

PREMATIC-LAB è una apparecchiatura meccatronica robotizzata che opera come un laboratorio automatico di analisi chimico-fisiche in scala ridotta, ed è in grado di eseguire autonomamente i cicli di preparativa (workflow di preanalitica) dei campioni di matrici solide (terreni, sedimenti, rifiuti): in ingresso riceve campioni omogeneizzati; in uscita rende disponibili le provette contenenti un “liquido” nel quale sono state concentrate le sostanze (inquinanti) presenti nel campione “solido”. Le provette, di diversa misura e configurazione, possono essere poi inviate alla successiva “fase analitica” per le determinazioni previste.

La fase di preanalitica dei campioni è un trattamento fondamentale per ciascun laboratorio di analisi ambientali e alimentari, sia perché il campione di per sé, rappresenta statisticamente una realtà molto più estesa sottoposta ad indagine (v. bonifica), sia perché per poter analizzare le varie sostanze inquinanti presenti, ad es. in un terreno, le apparecchiature di analisi disponibili operano solo su liquido e non su solidi tal quali.

PREMATIC-LAB è in grado di eseguire autonomamente e in maniera combinata ed integrata, a seconda del “pacchetto analitico” definito per ciascun campione, il workflow delle linee di processo di “preparativa”, ossia:

  1. PREPARAZIONE ELUATI che dà luogo (output) a unità “Falcon” da 50 ml;
  2. MINERALIZZAZIONE che dà luogo (output) a “Provette” da 10 ml;
  3. ESTRAZIONE che dà luogo che dà luogo (output) a unità “Vial” da 1 ml.

A partire da uno stesso “pacchetto analitico”, in PREMATIC-LAB possono essere attivate tutte le linee di produzione o solo alcune di esse. In alcuni casi per uno stesso campione ogni linea può essere attivata anche più di una volta (es. estrazione per SVOC ed estrazione per Idrocarburi).

Il “Bisogno Tecnico” che è in grado di soddisfare

PREMATIC-LAB rappresenta la soluzione alla necessità di eliminare il “collo di bottiglia” costituito dalla stessa fase di preanalitica dei campioni, che ancora oggi, viene eseguita “a mano” (come prescritto dalle normative). Mentre però, le apparecchiature di analitica possono essere caricate per lavorare H24, la fase di preanalitica per non diventare “limitante” per la produttività complessiva di un laboratorio di analisi ambientali, richiederebbe tre turni di lavoro di operatori specializzati.

Le attività di processo automatizzate riguardano principalmente il “prelievo e la contestuale misurazione” di aliquote di campione (processo che “manualmente” viene eseguito in due fasi e per iterazioni successive); il loro “trasferimento” (manipolazione) ai diversi moduli di trattamento di linea di processo (dosaggio reagenti di solventi o acidi, trattamenti chimico-fisici, estrazione, mineralizzazione, sonicazione, ecc.)

Una corretta preparazione dei campioni è fondamentale per la successiva corretta determinazione analitica delle sostanze presenti negli stessi e per l’emissione di un rapporto di prova finale di qualità.

La soluzione PREMATIC-LAB è in grado di incrementare non solo la produttività giornaliera (numero di campioni analizzati) più che dimezzando i costi rispetto ad un turno di operatori, ma è in grado di aumentare l’efficienza produttiva complessiva (meno sprechi) e la sicurezza degli operatori della fase “preanalitica”, rendendo di fatto oggettiva, tracciabile, affidabile e sicura, la preparazione dei campioni .

Lo Scenario del Mercato di riferimento

Una apparecchiatura come PREMATIC-LAB, essendo nata da una esigenza reale “di campo” di un laboratorio di analisi ambientali di media dimensione come quello di NATURA Srl, rappresenta una soluzione possibile per tutta la gamma di laboratori simili (ambientali e alimentari) che hanno necessità di automatizzare la fase preanalitica di campioni a matrice solida.

L’interesse commerciale è soprattutto da parte di possibili fornitori di apparecchiature e strumentazione da laboratorio, che sono interlocutori privilegiati e che già forniscono alcune delle apparecchiature per la preanalitica presenti in PREMATIC-LAB.

In generale, i fornitori di apparecchiature di laboratorio di analisi ambientali e alimentari perseguono una politica di vendita “per componenti” (singoli processi) non integrabili con altri, ossia forniscono separatamente sistemi di prelievo; stazioni di pesatura; ribaltamento; stazioni di centrifugazione; stazioni di dosaggio reattivi; sistemi di Mineralizzazione (CEM);sistemi di sonicazione; sistemi di concentrazione (Biotage); sistemi di filtrazione con anidrificazione; ecc.. Nella quasi totalità dei casi, si tratta di apparecchiature di tipo “stand-alone”, non alimentabili automaticamente, non interfacciabili informaticamente e non collegabili in rete tra loro.

Una apparecchiatura come PREMATIC-LAB, in grado di eseguire interamente e autonomamente (in poco spazio) i cicli di pre-trattamento chimico-fisico di campioni di matrici solide, non risulta oggi essere già presente né sul mercato nazionale (e internazionale), né allo stato dell’arte della letteratura tecnico-scientifica. In PREMATIC-LAB si è riusciti ad integrare le diverse apparecchiature di processo in linee automatiche (robotizzate) di trattamento, sia attraverso modifiche di tipo hardware e software ad apparecchiature di mercato, sia attraverso la progettazione ad-hoc di nuove apparecchiature interfacciabili da sistemi di automazione e controllo.

Value Proposition CVP

La proposta di Valore che PREMATIC-LAB rappresenta per i laboratori di analisi ambientali (e non solo), ma più specificatamente per i fornitori di apparecchiature e strumentazione da laboratorio di analisi, è quella di essere una soluzione ed un esempio “unico” (al momento) di integrazione informatica di laboratorio (v. Industria 4.0), di efficienza produttiva in continuo, di tracciabilità e sicurezza per gli operatori, il tutto in soli 20 m³ di ingombro (base 2m x 4m, 2,5 m circa di altezza).

PREMATIC-LAB come “soluzione innovativa in risposta a un problema tecnico”, risulta posizionarsi come una “invenzione industriale”, ovvero un nuovo prodotto di interesse per il mercato delle analisi ambientali e alimentari.

Valutazione AS-IS del Livello di Maturità Tecnologica del prototipo (TRL-Technology Readness Level)

I test in ambiente di laboratorio R%S hanno consentito di evidenziare come e di quanto i risultati di funzionalità meccatronica di sistema differiscono da quanto ipotizzato in fase di progettazione.

Sono stati effettuati anche dei test di confronto tra i risultati analitici ottenuti con PREMATIC-LAB e quelli effettuati, sul medesimo campione, in maniera tradizionale (manualmente): i primi risultati sono risultati incoraggianti rispetto ad una successiva validazione in ambiente reale.

Lo stato di maturità tecnologica raggiunto da PREMATIC-LAB ad oggi (AS-IS), corrisponderebbe ad un valore (autovalutato) di TRL4, ossia di “validazione in laboratorio” della tecnologia dei componenti/assemblati/ integrati, rispetto ad una valutazione d’insieme e alla esplicitazione dell’interazione e influenza reciproca.

Assessment Tecnologico

Lo stato di preparazione alla commercializzazione è stato autovalutato essere pari ad un primo livello (CRL 1 Commercialization Readness Level) contestualmente al TRL4, considerando in maniera integrata i seguenti parametri:

  • Assessment Tecnologico
  • Livello di Sviluppo del Prodotto
  • Livello di Definizione/Progettazione
  • Scenario Competitivo
  • Gruppo di Lavoro (Team)
  • Modello di Business e la Value Proposition
  • Catena di Produzione e Fornitura

Azioni da intraprendere per la successiva fase di Ingegnerizzazione e di innalzamento del TRL e del CRL del prototipo, in nell’ottica di Industrializzazione di PREMATIC-LAB come prodotto.

Fase di Ingegnerizzazione

La “ingegnerizzazione del prodotto” viene qui considerata come la fase intermedia nella quale il prototipo realizzato viene sottoposto ad una serie di analisi e approfondimenti sia tecnico-funzionali-costruttivi, sia rispetto ai requisiti funzionali e commerciali validati nell’ambito di una fase reale di User Experience (UX).

Le attività di “transizione” verso l’industrializzazione previste sono qui di seguito elencate:

  • Definizione dei “Dati di Targa” (di esercizio) mediante una serie di test di validazione (confronto automatico-manuale) per la definizione dei “range” di funzionalità operativa di normale esercizio e ammissibile del prototipo.
  • Analisi di scalabilità e replicabilità; specifiche tecnico-funzionali dei componenti e manualistica.
  • Integrazioni tecnologiche (sensori e dispositivi) per la tracciabilità e la difendibilità dei risultati ottenuti.
  • Approfondimenti (UX User Experience) sugli utilizzatori e requisiti funzionali realmente utili e di valore.
  • Approfondimenti sul Mercato di interesse per individuare i segmenti potenziali.
  • Definizione Progettuale del Prodotto “Pilota”
  • Implementazione delle integrazioni tecnologiche di sistema sul Prodotto “Pilota”
  • Testing e validazione delle performance di sistema in ambito operativo reale (TRL7)
  • Strategie di Branding (positioning, pricing)

Azioni TO-BE per il raggiungimento del Livello di Maturità Tecnologica del prodotto TRL-7 e di “Prontezza” Commerciale CRL = 7

Lo stato di maturità tecnologica minimo che PREMATIC-LAB dovrà raggiungere (TO-BE) per poter aprire la strada alla fase di industrializzazione (TO-BE), corrisponde ad un valore (autovalutato) di TRL7, ossia di “sistema prototipo validato in ambiente operativo (reale)”.

Si tratta di raggiungere un livello di maturità tecnologica, validato in un ambito operativo reale, di pre-produzione, ossia tutti i componenti tecnologici del prototipo PREMATIC-LAB rispondono definitivamente ai requisiti funzionali degli end-user in maniera singola ed integrata.

Le azioni dal punto di vista della preparazione alla commercializzazione del prototipo-prodotto con TRL7 sono di miglioramento dei seguenti parametri:

Assessment Tecnologico
  • Livello di Sviluppo del Prodotto
  • Livello di Definizione/Progettazione
  • Scenario Competitivo
  • Gruppo di Lavoro (Team)
  • Modello di Business e la Value Proposition
  • Catena di Produzione e Fornitura

La fase di ingegnerizzazione dell’attuale prototipo di PREMATIC-LAB necessita di una nuova organizzazione come quella che può derivare dalla costituzione di una “newco” ad hoc per lo sviluppo del prodotto che si inserirebbe poi in una nuova organizzazione a rete di imprese (partners), motivate dall’obiettivo comune di rafforzare il potenziale di commercializzazione del prodotto e di margine operativo.  

_________________

Giovanni Mappa, in qualità di coordinatore dell’area RSI (Ricerca, Sviluppo, Innovazione) di NATURA srl e Responsabile Tecnico Scientifico del Progetto.

 

 

Soggetti Proponenti e Sedi di riferimento:

PREMATIC-LAB  PREMATIC-LAB PREMATIC-LAB PREMATIC-LAB PREMATIC-LAB PREMATIC-LAB PREMATIC-LAB

PROBIM (piattaforma informatica collaborativa basata sull’utilizzo integrato di tecnologie di supporto della PROgettazione parametrica BIM e della capitalizzazione dell’esperienza, finalizzata allo sviluppo di offerte competitive di qualità, in linea con la riforma europea delle gare di appalto)

Giovanni Mappa, in qualità di coordinatore dell’area RSI (Ricerca, Sviluppo, Innovazione) di ARETHUSA srl e Responsabile Tecnico di Progetto per il MIUR:

ricerca e sviluppo (2017-2018) per conto di ARETHUSA srl (sede Casoria) di un prototipo di piattaforma informatica collaborativa (PROBIM) basata sull’utilizzo integrato di tecnologie di supporto della PROgettazione parametrica BIM e della capitalizzazione dell’esperienza, finalizzata allo sviluppo di offerte competitive di qualità, in linea con la riforma europea delle gare di appalto: Attività di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale per la realizzazione di una innovativa piattaforma “tecnologica di contenuto e di gestione dell’informazione”(TIC), basata su tecnologie di progettazione parametrica BIM (Building Information Modeling) e di capitalizzazione dell’esperienza acquisita, in grado di supportare in maniera collaborativa e interdisciplinare il team che lavora per lo sviluppo di offerte competitive di qualità, nell’ambito delle gare di appalto nei settori di interesse”PON 2014-2020  ASSE 1 – Programma Operativo Nazionale “Imprese e Competitività” 2014/2020 FESR, – Azione 1.1.3 – Bando MISE 2016

 

Soggetti Proponenti e Sedi di riferimento:

 

PROBIM  PROBIM  PROBIM  PROBIM PROBIM  PROBIM  PROBIM  PROBIM  PROBIM  PROBIM PROBIM  PROBIM

SMART-CASE – Soluzioni innovative MultifunzionAli peR l’otTimizzazione dei Consumi di energiA primaria e della vivibilità indoor nel Sistema Edilizio

Giovanni Mappa, in qualità di coordinatore dell’area RSI (Ricerca, Sviluppo, Innovazione) di ARETHUSA srl:

ricerca e sviluppo (2016) per conto di ARETHUSA srl del Progetto di ricerca di soluzioni innovative multifunzionali per l’ottimizzazione dei consumi di energia primaria e della vivibilità indoor del sistema edilizio: SMART-CASE – Soluzioni innovative MultifunzionAli peR l’otTimizzazione dei Consumi di energiA primaria e della vivibilità indoor nel Sistema Edilizio  (Soggetto Beneficiario: STRESS Scarl) – Avviso n. 713/Ric. del 29/10/2010 – Titolo III – “Creazione di nuovi Distretti e/o Aggregazioni Pubblico Private”.

Progetto di Ricerca AMS – “Autonomic Maintenance System”

Sviluppo (2010) per conto di ARETHUSA srl del Progetto di Ricerca AMS – “Autonomic Maintenance System” – POR Campania 2000/2006 Misura 3.17 Settore ICT – Progettazione e Sviluppo di una Piattaforma ICT per la Gestione Autonomica, Integrata e Collaborativa della Manutenzione – per conto di Arethusa srl. Piattaforma integrata Web con Microsoft .NET/XBASE-EGroupWare-TIBCO).

Argomenti & Glossario dei Termini

Empowerment: con il termine empowerment viene indicato un processo di crescita, sia dell’individuo sia del gruppo, basato sull’incremento della stima di sé, dell’autoefficacia e dell’autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l’individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale. Questo processo porta ad un rovesciamento della percezione dei propri limiti in vista del raggiungimento di risultati superiori alle proprie aspettative. L’Empowerment è un costrutto multilivello che in base alla tripartizione di Zimmerman (2000) si declina in: 1. psicologico-individuale; 2. organizzativo; 3. socio-politico e di comunità. Questi tre livelli sono analizzabili individualmente ma strettamente interconnessi fra di loro.

Modelli di Conoscenza:  Modelli di Conoscenza sono dei “pattern”, frutto di sintesi di regole, come risultato (output) di opportuni procedimenti di estrazione o elaborazione di altra conoscenza, che forniscono le chiavi di lettura della complessità trasformandola in un sistema di knowledge pattern più semplici e sintetici. In altri termini, i modelli di conoscenza fungono da “scorciatoia” o da catalizzatori  nei processi cognitivi per aumentarne l’efficienza. Modelli di Conoscenza come catalizzatori di efficienza cognitiva e strumento di sviluppo di sistemi decisionali: il caso BATTLE

«Ricerca industriale»: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Comprende la creazione di componenti di sistemi complessi necessaria per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche, ad esclusione dei prototipi di cui alla definizione di sviluppo sperimentale.

«Sviluppo sperimentale»: acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi. Tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale.
Rientra nello sviluppo sperimentale la realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici e/o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L’eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi così generati dai costi ammissibili.
Sono inoltre ammissibili aiuti alla produzione e al collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non possano essere impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.
Lo sviluppo sperimentale non comprende tuttavia le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a  prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.